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mercoledì 11 novembre 2015

Calco del pene, da espressione d’arte a nuovo piacere di coppia

Dalla celebre Cynthia Plaster Caster, che ne mise in luce il lato creativo “conquistando” il calco di Jimi Hendrix, al kit per la riproduzione domestica di peni originali. Evoluzione di una singolare pratica che punta a trasformarsi in un fetish trend


Cynthia Plaster Caster (a destra) e la sua "arte fallica"
Cynthia Albritton, negli anni ’60, fu una vera maestra. Con la sua “valigetta degli attrezzi”, la timida studentessa d’arte originaria di Chicago girava di concerto in concerto, di camerino in camerino, di albergo in albergo per riprodurre calchi in gesso degli organi genitali dei divi del rock. La Plaster Caster, così era conosciuta nella scena musicale americana, cominciò nel 1968 riproducendo il pene di Jimi Hendrix. Fu però Frank Zappa a immortalare la sua creatività, facendone una “forma d’arte” degna di vere e proprie exhibitions.

The Penis Wall by Jamie McCartney
Nulla a che vedere, sia chiaro, con l’arte contemporanea dello scultore inglese Jamie McCartney, che nel suo recente The Penis Wall ha raggruppato i calchi in gesso di 16 peni eretti e li ha messi in mostra nell’ambito di un progetto dedicato, nello specifico, ai calchi di vagina.  Intento di McCartney, quello di mostrare le vere (e varie) dimensioni dei genitali maschili per combattere le insicurezze che molti uomini hanno nei confronti del loro membro, a causa delle immagini non realistiche cui sono esposti attraverso la pornografia.

Ma la creatività fallica ha anche risvolti ludico-ricreativi prettamente erotici e non necessariamente da esibire in pubblico. Realizzare un calco del proprio pene - o proporlo al partner - rientra sempre più nei nuovi modi di vivere il piacere di coppia. L’idea di avere un feticcio erotico del proprio compagno, da usare in sua assenza o in accoppiata all’originale durante il rapporto, è decisamente intrigante.
E così, dopo l’esordio di qualche anno fa del sito based in San Francisco Clone a Willy, arriva adesso in Italia il kit Falloxme, evoluzione del genere in fatto di calchi homemade.
All'interno della confezione, tutto il necessario per realizzare un calco del pene in modo semplice, pratico e naturale. Si ordina on line ad un prezzo variabile tra i 90 e i 120 euro, a seconda della versione desiderata, e permette di ottenere un dildo in silicone con le medesime sembianze del pene originale. (Guardate il video tutorial).

Ovviamente, avere fra le mani “il suo calco” significa avere una matrice adattabile a tanti tipi di materiale; ghiaccio e cera, per esempio. Se però volete qualcosa di esclusivo, che stimoli la fantasia di coppia, provate a realizzare il vostro sex toy con il cioccolato. Scommettiamo che vi concederete inediti e sensualissimi “peccati di gola”?

Il kit Falloxme costa da 90 a 120 euro. Si ordina on line

mercoledì 10 giugno 2015

Coco de Mer e il nuovo pensiero erotico

Dov'è finito l’immaginario sessuale? Le fantasie audaci e le tante sfumature del piacere? Il luxury brand londinese di lingerie pone l’accento sul desiderio nascosto. E con il cortometraggio d’autore “X” si fa portavoce di un nuovo erotismo, esplorandone appetiti e suggestioni. Tra arte e sensualità

Un frame tratto dal cortometraggio "X"
Desiderio, piacere, creatività erotica. Quanto spazio riserviamo a tutto questo? Assuefatti a una sessualità omologata, abbiamo dimenticato le interessanti connessioni tra istinto e cervello, tra impulso naturale ed elaborazione psicologica. Alla mente erotica è riservato pochissimo spazio, l’appetito sessuale è in molti casi trascurato, isolato, negato. Si parla ampiamente di cucina, design, moda, gossip, ambiti che occupano la psicologia culturale in varie forme, dai libri alle riviste ai programmi televisivi, ma erotismo  e sensualità che fine hanno fatto? Emarginato, limitato, represso l’immaginario sessuale più ardito, intrigante (e inconfutabilmente reale) giace nel dimenticatoio, quasi fosse un’ espressione culturale “di nicchia”.

Eppure, parlare di sensi e sensualità significa tirar fuori la chiave di accensione di una centralina fondamentale - quella del piacere - che attraverso la stimolazione della mente può rendere il sesso un’esperienza non semplicemente meccanica, non banalmente fisica, ma intrisa di suggestioni inedite, emozioni profonde, fantasie audaci, piaceri nuovi, sfumature intriganti.  Ma quanto ci è permesso di raccontare, oggi, a proposito di questo immaginario erotico?

Un frame tratto dal cortometraggio "X"
Con audacia e spirito provocatorio, Coco de Mer stimola la discussione e pone l’accento sul desiderio nascosto. Lo fa con "X", un cortometraggio d’autore, realizzato come nuova campagna Adv da un team di artisti, fra cui il celebre fotografo Rankin e Walter Campbell, Direttore Creativo di TBWA/London e ideatore del concept.

«L’erotismo non ottiene la stessa attenzione palese come tutto il resto del menu culturale», sottolinea Campbell, «così abbiamo creato un film a sorpresa, eccitante e, soprattutto, che incoraggia le persone a scavare più in profondità nelle loro fantasie per riaccendere quella connessione».

Un frame tratto dal cortometraggio "X"
"X" introduce lo spettatore nelle trame profonde del desiderio e dell’immaginazione erotica, mostrando immagini in sequenza, montate come in un “flusso di coscienza” che alterna momenti di vita quotidiana a fantasie, stimoli, eccitazione, lingerie, sesso, desideri estremi (scopritelo qui: https://www.youtube.com/watch?v=Grr8_4Xcb4U)

«Questo film prende le nostre ossessioni e le porta su nuovi livelli», spiega Rankin.  «Ciò che più ho apprezzato del concept di questo corto è come “visualizza” il modo in cui si recepiscono al giorno d’oggi le informazioni. Esamina i nostri appetiti nei confronti di un immaginario viscerale e coinvolgente, riflettendo il modo con cui consumiamo velocemente, esattamente come attraverso un click».

Un frame tratto dal cortometraggio "X"
Obiettivo di Coco de Mer - che deve il suo nome a una pianta esotica il cui seme ricorda la forma del sesso femminile - è proprio quello di diventare la voce dell’immaginazione erotica, spezzando definitivamente certi taboo culturali, scavando fino all’origine delle fantasie, scoprirne le sfumature e nutrirle con un alto grado di arte e attenzione all’offerta. Il luxury brand di lingerie punta a elevare l’esperienza del sesso, ridefinendone l’attenzione e la considerazione che siamo abituati a rivolgervi. 
Dicono che la nostra mente pensi al sesso ogni sei secondi. Coco de Mer vuole aiutarci a farlo in una chiave nuova. Più libera, autentica, migliore.

mercoledì 28 gennaio 2015

Quando il porno è un'arte (divina)

Si chiama Pornsaints la web community con “un approccio artistico al porno, un approccio pornografico all’arte, un approccio pornoartistico alla religione”. Un collettivo di pittori, digital artist, video maker che lavorano insieme ad attrici del cinema hard con un obiettivo comune: esplorare uno degli aspetti più invasivi della società contemporanea. Con un risvolto artistico-spirituale che invita a riflettere…

 

Tutto può essere oggetto d’arte. Indipendentemente da ciò che rappresenta nella quotidianità, nel preciso momento in cui si sceglie di farne “qualcosa di artistico”, un soggetto, un’idea, una condizione smette di essere ciò che è per diventare qualcosa di diverso: aspirazione, ispirazione, messaggio.
Non può esservi giudizio e ben che meno pregiudizio nell’arte: entrare in questo “spazio”, dove regna libertà di pensiero, significa varcare la soglia di un’altra dimensione. Qui, a dettare i parametri sono gli input che derivano dai cinque sensi. Più uno: l’immaginazione.

Marie McCray by Francesco D'Isa
Nel suo piccolo saggio Lo spirituale nell’arte, già Wassily Kandisnky spiegava che «L’artista deve essere cieco alle forme “note” o “meno note”, sordo alle teorie e ai desideri della sua epoca. Deve fissare gli occhi sulla sua vita interiore, tendere l’orecchio alla necessità interiore».
Nella sua espressione più autentica, l’arte è quindi alimentata dalla realtà e dai suoi elementi, ma ne estrapola il potenziale inespresso, le contraddizioni, i misteri, le ricchezze. Diventa, in pratica, un detonatore di emozioni e percezioni che spingono oltre il pensiero. E c’è di più: nelle sue rappresentazioni più “alte”, l’arte si eleva a luogo di connessione tra l’umano e il divino, a trait d’union tra realtà e trascendenza.
Uscire allora dagli schemi del proprio tempo, liberarsi dalle convenzioni, diventare outsider capaci di leggere “fra le righe” della realtà.  E interpretarla, comunicarla attraverso un particolare linguaggio, uno stile personale.
Questo è Pornsaints (www.pornsaints.org), collettivo di artisti che coniuga espressione artistica e pornografia. Ne fanno parte personaggi di tutto il mondo che lavorano con le più diverse tecniche, dal video all’arte digitale, alla pittura a olio. Un gruppo che vive anche al di fuori del web, partecipando a mostre ed eventi worldwide - da Firenze a Berlino, da Londra a San Francisco - una web community che rappresenta il primo vero portale di porn-art. 

«La pornografia è uno degli aspetti più importanti e invasivi della società contemporanea, eppure nessuno ne parla, se non all'interno di un monotono dibattito pro/contro. Solo di recente, per esempio, è nata una rivista di studi accademici sul tema. Una cosa così importante, l'arte non può certo ignorarla», evidenzia Francesco D’Isa, artista, scrittore, critico d’arte e fondatore del collettivo.
Kerry Louise by Glenn Arthur
Laureato in Filosofia a Firenze, pioniere in Italia nel campo dell’arte digitale, fondatore della rivista “Mostro”, D’Isa ha pubblicato vari romanzi (il più recente, da poco uscito, è Anna, storia di un palindromo, edito da Effequ) e per Pornsaints organizza mostre d’arte ed eventi in gallerie d’arte internazionali e festival erotici in tutto il mondo. L’idea di una web community che unisca artisti e porno star è stata sua.
«Anni fa, Gregorio Magini, scrittore (La famiglia di pietra, Round Robin 2010) e mio carissimo amico, mi disse qualcosa come “disegni sempre donne nude, perché non lavori con le porno star?”. Da lì il passo alla fondazione di Pornsaints (www.pornsaints.org) è stato relativamente breve. Come prima cosa scrissi un saggio/divertissement sul tema “pornografia e trascendenza”, che vi invito a leggere se davvero siete interessati a sapere cosa hanno in comune le due cose. L’idea di Pornsaints è piaciuta molto, ci ho lavorato sopra ed ho esteso il progetto ad altri artisti. Oggi il gruppo riscuote un buon successo internazionale, abbiamo esposto in Europa ed USA sia in gallerie d’arte che nell’ambito di festival pornografici», racconta il fondatore.

Muse ispiratrici degli artisti del collettivo sono proprio le star del porno. «Ad ogni artista ne viene affidata una e poi lavorano "assieme"».
Gli artisti, invece «sono stati coinvolti direttamente attraverso mie ricerche e conoscenze nel mondo dell'arte contemporanea.  Molti di loro sono anche diventati amici delle porno star ritratte e questo mi ha fatto molto piacere. Uno di loro è anche un porno attore lui stesso, e ha ritratto la sua ragazza».
Tra gli estimatori del progetto vi sono artisti, attori porno, e chiunque non abbia pregiudizi concettuali. Eppure questo genere di espressione artistica non sempre è stata accolta positivamente. «In certi casi, è stata oggetto di censura o condanna da parte di vari elementi più tradizionalisti e conservatori».  
Ariel X by B-9
Facendo leva su un forte dualismo tra corpo e spirito, sacro e profano, carnalità e trascendenza, alla base della fondazione di Pornsaints c’è infatti un concept particolarmente audace: quello della possibilità di “santificazione” attraverso le porno-performance.
«È una mia estremizzazione e semplificazione concettuale, ma sì», precisa D’Isa. «Cito dal breve saggio: Anche la pornosanta abita la casa dei santi, ma vi è giunta percorrendo una via diversa ed è entrata bussando ad un' altra porta. Se il santo, in un certo senso, ha raggiunto l'assoluto arrampicandosi su Dio (qualunque Dio), la pornosanta ha raggiunto l' assoluto scavalcando l'uomo. La sua strada non passa attraverso la rinuncia al mondo dell' uomo in favore del divino, ma attraverso la massima e contemporanea partecipazione a caratteri opposti del mondo umano. Abbiamo visto come una pornostar faccia del sesso e delle sue infinite varianti una professione, trasformando una pulsione generale dell' uomo in un mestiere. Essa cede a tal punto alla propria umanità (in questo caso al desiderio sessuale) da poterla trattare con distacco; da qui la sintesi di opposti di cui è rappresentazione vivente. Un attore recita vari caratteri dell'essere umano senza mai esserli realmente. In questo consiste la sua catarsi, nell'essere e non essere contemporaneamente un avaro, un assassino, un innamorato ecc., un porno attore non recita la parte di uno o più individui, ma di chiunque. Recitando il sesso, egli recita l' uomo nei sui istinti più primordiali e generici; laddove l' attore si spoglia delle proprie determinazioni sociali e personali per indossarne altre - liberandosi, l'attore hard si spoglia delle proprie determinazioni umane per indossare determinazioni umane in generale. Interpretando chiunque, si libera da chiunque». 

January Seraph by Joshua Burbank

Il  collettivo organizza e partecipa anche a eventi e show internazionali, ma nonostante la curiosità che probabilmente vi ha suscitato non li vedrete prossimamente e dovrete accontentarvi di dare una sbirciatina al sito. «Al momento sono troppo impegnato su altri fronti e non ho in programma nuove mostre», precisa D'Isa. «Sto ultimando un nuovo romanzo. E sarà proprio sul tema della pornografia».


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