Visualizzazione post con etichetta piacere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta piacere. Mostra tutti i post

lunedì 12 giugno 2017

Crescendo, il sex toy che non c’era

Si adatta perfettamente al corpo e può essere usato a seconda dell’umore e del desiderio. Il vibratore lanciato dalla britannica MisteryVibe inaugura una nuova epoca per i sex toys: quella delle "pleasure experience" inedite e complete...

Il nuovo sex toy flessibile Crescendo by MisteryVibe

Parola d’ordine: flessibilità. Perché lo stile di vita contemporaneo impone nuove modalità di lavoro, maggiore capacità di adattarsi alle esigenze sociali, più malleabilità sul fronte delle relazioni.
Anche il concetto di piacere cambia registro, diventa “meno rigido” e più propenso a esplorare fonti di stimolo nuove e più “su misura”.
Risultato: lo studio, da parte di un collettivo composto da alcuni dei migliori designer sulla scena mondiale, di un vibratore di ultima generazione che rompe le righe e inaugura una nuova era per i sex toy più all’avanguardia.
Tutto nasce dal presupposto che l’orgasmo va oltre la stimolazione del punto G o del clitoride. È il concetto di “piacere” il vero protagonista contemporaneo e comprendere la differenza tra orgasmo e piacere è la base per poter trarre il meglio dal sesso tecnologico.

Crescendo è il primo vibratore “intelligente” che grazie alla sua totale flessibilità è in grado di adattarsi perfettamente al corpo e può essere usato a seconda del proprio umore e desiderio. Lo ha ideato l’azienda inglese MisteryVibe, la cui mission è creare un'esperienza di piacere completa attraverso la tecnologia, il talento e l'intuizione. Il suo obiettivo è infatti quello di migliorare le relazioni, le conversazioni e gli individui stessi attraverso il piacere, nella convinzione che una società illuminata e liberale sia più sicura e felice.

I vantaggi legati a questo innovativo strumento di piacere (in morbido e vellutato silicone) sono molteplici e mirano tutti a offrire il top delle performance. Qualche idea?

- E' dotato di sei motori indipendenti (e silenziosi!) che permettono di stimolare il piacere con diversi modelli di vibrazione.

- E' senza fili (si ricarica con una batteria che dura due ore alla massima potenza e fino a un mese nella posizione di stand by).

- E' waterproof.

- Può essere “controllato” anche scaricando un’App e creando il proprio personale modello di vibrazione.

- E' frutto della progettualità di designer dall’alto talento innovativo.

Insomma, un “Crescendo” di sensazioni uniche, per una pleasure experience inedita e completa. Lo trovate in vendita on line sul sito MisteryVibe.com al costo di 179 sterline (203 euro circa).


mercoledì 8 giugno 2016

Noble Knots, i gioielli erotici più audaci si ispirano allo Shibari

Nodi aristocratici, come quelli nell’arte giapponese del bondage. La sex jewels designer Betony Vernon spezza tabù e supera convenzioni presentando una nuova collezione di bijoux ad alto tasso d’erotismo. Che celebra il piacere proibito e lo rende esplicitamente visibile

I sex jewels della Collezione Noble Knots di Betony Vernon

Prendere il controllo del proprio piacere. E aumentarlo, sperimentarlo, condividerlo per trarne una maggiore soddisfazione sessuale. Un diritto evidenziato e strenuamente difeso in uno dei manuali più “illuminati” degli ultimi tempi in tema di eros: The Boudoir Bible – The Uninhibited Sex Guide for Today edito da Rizzoli International e scritto dalla sex jewels designer Betony Vernon.
La stessa Vernon che adesso, attraverso la sua nuova Collezione di gioielli erotici molto speciali, intende celebrare e portare alla luce ciò che in tema di sessualità viene considerato proibito, rendendolo esplicitamente visibile.

Intrecciando come fossero corde, l’argento, l’oro e il bronzo Betony ha creato Noble Knots, una serie di pezzi modulari, composti da girocolli, anelli, cinture e bracciali, che si trasformano e assumono nuove funzioni ornamentali. Betony ha prodotto personalmente la maggior parte dei prototipi usando le tecniche più raffinate della gioielleria che vanno dalla fusione a cera all’incisione con lo scalpello. Tra i pezzi più intriganti, il bracciale che diventa una raffinata fibbia per cintura pur rimanendo il più elegante dei riferimenti del bondage, o la cintura che si trasforma in un harness per adornare le spalle. Ispirati allo Shibari, l’antica arte del bondage giapponese, tutti i pezzi di Noble Knots sono realizzati a mano in Italia e si possono acquistare in esclusiva a Roma nella boutique del piacere Zou Zou, dove la sex jewels designer li ha personalmente presentati.

I sex jewels della Collezione Noble Knots di Betony Vernon

Che tipo di relazione c'è tra shibari e sensualità?

«Lo Shibari è il rito in assoluto della sensualità. Coinvolge e amplifica tutti i sensi, l'aspetto rituale, fa si che ambedue i partner concentrino l’attenzione sul piacere dei sensi».

Oggi c’è un nuovo approccio femminile al piacere?
«C’è senz’altro un movimento in corso. Le donne non sono mai state più libere di esplorare la loro sessualità e di esprimere il loro diritto al piacere».

Che caratteristiche ha, quindi, la donna che indossa la collezione Noble Knots?
«È una donna più forte, sicura di sé, ama il bello ed emana un'aura di benessere sia sessuale sia in senso generale».

Qual è il "pezzo" più venduto, quello che le donne dimostrano di apprezzare particolarmente?

«L’anello String of Pearl e l'anello da massaggio con due sfere sono tra i più venduti della collezione Paradise Found Fine Erotic Jewelry ma il Why Not Collier della nuova collezione Noble Knots sta ricevendo grande attenzione, anche per il fatto che si può indossare in cinque o forse più modi diversi. Infatti può essere utilizzato come un anello, come collare o come braccialetto. E anche condiviso intimamente con un partner maschile».


I sex jewels della Collezione Noble Knots di Betony Vernon


Qual è invece il gioiello più suggerito/regalato da parte maschile?
«Gli uomini collezionano bracciali e collane della Noble Knots in oro 18K e in argento, ma gli anelli Sado-Chic rimangono i loro preferiti».

Quanta sensibilità hanno gli italiani nei confronti dei sex jewels?

«Il gioiello erotico è un nuovo orizzonte in espansione e fortunatamente gli  italiani apprezzano il design, l’estetica e l’importanza di una vita sessuale felice come pochi altri».

Piacciono più alle donne che li indossano o agli uomini che li scoprono?
«Credo che il piacere sia reciproco. Del resto, tutti i miei gioielli sono disegnati per essere condivisi!».

giovedì 17 marzo 2016

Quando la dominatrice è come una terapia

Gli uomini le confidano desideri proibiti e fantasie disattese dalle compagne. E lei bacchetta tutte quelle donne che non accettano i gusti un po’ particolari dei loro partner. A tu per tu con Red Lily. Che rivela: “Un'icona storica della dominazione da cui prendere esempio? La regina Cleopatra”


Red Lily sarà da ZouZou a Roma il 23 marzo
Prendere il controllo, dettare le regole, decidere cosa fare e come farlo. E ancora: assumersi la responsabilità di dirigere il gioco, esplorarne i lati estremi. Ma a una sola condizione: che vi sia totale coscienza da parte di chi “cede il potere” di ciò che sta avvenendo. In un rapporto di scambio limpido e con limiti ben precisi, dettati sempre da chi decide di sottomettersi. «È questa la sottile differenza tra gioco e abuso», precisa Red Lily, 34 anni, dominatrice da quando ne aveva 26 e oggi fra le più quotate performer della scena BDSM italiana.
Un nickname ispirato a un fiore di origine australiana - lo stesso del sacro loto della tradizione buddista - che evoca concentrazione, pragmaticità, capacità di vivere il presente restando con i piedi per terra. Un fiore “psichico” che stimola il coinvolgimento spirituale e riequilibra piano materiale e piano ascetico.
Perché è proprio questo che, durante un’esperienza di BDSM, l’essere dominati può aiutare a compiere: un bilanciamento emotivo, una valorizzazione del senso della misura, un recupero dell’equilibrio mente-corpo partendo proprio dal suo opposto: le sensazioni estreme sulla pelle. E nelle emozioni.

Di pratiche come il bondage, lo spanking, i giochi di ruolo e il feticismo Red Lily parlerà mercoledì 23 Marzo in una serata dedicata all’erotismo estremo nella boutique romana ZouZou. L’appuntamento Fifty Shades But Grey, al quale interverrà anche un’esperta sessuologa, avrà proprio l’intento di sdoganare i falsi miti, i tabù e la cattiva informazione. A favore del gioco e della sperimentazione di copiia, per conoscere nuove sensazioni e sublimare il piacere.

Red Lily sarà da ZouZou a Roma il 23 marzo
Ma cosa vuol dire dominare? «Per qualcuno è un’indole precisa ed è rappresentativo del modo di vivere. Ci sono persone dominanti nella vita di tutti i giorni e sottomesse nella sfera privata, dove preferiscono lasciare in mano al partner il potere. Oppure ci sono i dominanti che lo sono sempre e quelli che lo scoprono col tempo, sentendosi attratti da questo genere di esperienza».

In fondo, se vissuta in maniera sana, la dominazione BDSM può anche influire positivamente sul carattere di una persona. «C’è un percorso che non spersonalizza bensì mette in condizione di scoprire altre parti di sé e a viverle a 360 gradi. Ci sono tante persone che hanno desideri erotici particolari, che vorrebbero fare esperienze inedite, più trasgressive, ma fanno fatica a parlarne in modo esplicito, anche all’interno di un tradizionale rapporto di coppia. Sono soprattutto gli uomini con desiderio di sottomissione che si nascondono di più, perché temono di non essere accettati dalla partner, e finiscono col vivere questa fantasia al di fuori della coppia. Succede a causa dei soliti, infondati luoghi comuni: “l’uomo che si fa sottomettere è un debole”. In realtà, molti uomini sono affascinati dalla figura di una donna dominatrice, ma lo nascondono e finiscono spesso col portare avanti due relazioni diverse: una ufficiale-tradizionale e una ufficiosa-trasgressiva».

Quale potrebbe essere allora il consiglio da dare a tutte le donne? «Sforzatevi di superare certi blocchi psicologici e lasciatevi andare maggiormente nell'intimità. Ascoltate i desideri del vostro compagno, senza giudicarlo severamente. Conosco uomini che lamentano il fatto di avere “gusti un po’ particolari”, per esempio di essere feticisti dei piedi, ma di non poter esprimere questi desideri perché le loro compagne li rifiutano. Casi sorprendentemente diffusi in Italia, che appaiono quasi paradossali se pensiamo che la società in cui si vive oggi tende a mettere il sesso dappertutto, anche in contesti non proprio pertinenti!».

Red Lily
Ci sono nella storia figure femminili che possono essere considerate delle icone della dominazione da cui prendere ispirazione? «Cleopatra è decisamente la mistress numero uno della storia! Con i suoi bagni nel latte, le cure estetiche, ma anche la gestione dei rapporti maschili. Non è mai stata una regina sottomessa all’uomo!».

Se impostati nel modo giusto, i rapporti BDSM possono anche risultare un’esperienza molto interessante per la coppia, capace di dare verve e stimolo a una relazione. «Il vantaggio da non dimenticare è che esiste sempre una “safe word”, una parola di sicurezza che permette di interrompere un gioco particolarmente audace o un’azione che sta diventando sgradevole. Pensate che sogno sarebbe se una “safe word” da usare anche nelle relazioni in generale, e non soltanto nei giochi sadomaso!».

martedì 15 settembre 2015

Il vero e il falso del BDSM

E’ vero che richiede un approccio etico? Che tutti possono praticarlo? E che nei giochi erotici di Dominazione/Sottomissione non esistono ruoli “fissi”? E’ vero che un’esperienza BDSM può avere risvolti psicologici interessanti? Ho chiesto ad Ayzad, massimo esperto italiano sul tema, di chiarire qualche dubbio e sfatare alcuni luoghi comuni sull’argomento più hot dell’ultimo triennio. E a proposito dello “strumento” che dà più soddisfazione nella pratica BDSM, indovinate cosa mi ha risposto?


Photo: Viva Van Story
Non è mai stato così popolare. A praticarlo, in Italia, sono circa 4,4 milioni di persone, ma c’è anche un’ampia fetta di beginners e curiosi che ancora non lo conosce adeguatamente. Perché non lo ha mai realmente praticato oppure lo fa senza sapere quali siano le effettive dinamiche in gioco. In altre parole: ignora la vera impostazione di un rapporto di sesso estremo e quali “sfumature” non coincidano per nulla con la realtà.

A far luce sull’argomento è Ayzad, giornalista e scrittore specializzato nel campo delle sessualità alternative, esperto di cultura BDSM (Bondage, Disciplina, Dominazione, Sottomissione, Sadismo, Masochismo) e autore di romanzi e manuali best seller adottati anche in ambito accademico. Il nuovo I love BDSM è la sua seconda guida per il sesso estremo e si concentra sugli aspetti relazionali di cui si parla raramente,("perché essere grandi esperti di bondage e giochini strani serve a ben poco, se non si è in grado di gestire un rapporto adulto e sereno con il partner!") mentre la prima, BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo, descrive tutti gli aspetti pratici dei giochi di dominazione e sottomissione ed è stata ripubblicata da poco come ebook in edizione economica.
Con un tale background, non potevo non rivolgermi a lui per sfatare alcuni luoghi comuni sul tema e tentare di fare chiarezza su COSA DAVVERO E' e cosa invece NON E' il BDSM…

«L’eros estremo non è quello che si vede nella pornografia online, né un rapporto fra psicopatici come quello descritto da 50 sfumature di grigio. Non è una malattia, e nemmeno lo sfogo incontrollato di istinti che di per sé potrebbero perfino diventare pericolosi. La definizione che ne do in I love BDSM è invece questa: “Con ‘BDSM’ ci si riferisce a centinaia di differenti giochi erotici accomunati da un’unica caratteristica: uno dei partner si mette a disposizione dell’altro impegnandosi ad accettare e assaporare tutto ciò che accadrà; quest’ultimo si prende invece la responsabilità di gestire la situazione e decidere quali sensazioni ed emozioni proveranno entrambi”».

ebook 6,99 euro, copertina flessibile 11,90 euro
Ayzad è anche personal coach per le sessualità insolite, un ruolo che gli consente di mettere a disposizione quasi trent’anni di ricerche ed esperienze dirette per aiutare le persone a vivere meglio il proprio rapporto con l’eros cosiddetto “estremo”.
«In quella parte della mia attività, il ruolo consiste nel focalizzare meglio le problematiche e studiare insieme a chi mi si rivolge una strategia ottimale per risolverle, proponendo comportamenti, percorsi mentali, tecniche relazionali, sperimentazioni sensoriali e così via. In altre parole, evito a chi si sta orientando nel mondo delle sessualità insolite di dover procedere a tentoni o reinventare faticosamente la ruota, accompagnandolo sulla via più semplice per raggiungere i suoi obiettivi».

Se l’idea di provare qualche nuovo gioco di trasgressione vi stuzzica, meglio quindi non improvvisare: documentarsi, consultarsi e mettersi alla prova tenendo ben presenti i presupposti base diventa fondamentale. Ecco cosa c’è da sapere, per i compiere i vostri primi step nel segno della consapevolezza.

TUTTI INDISTINTAMENTE POSSONO PRATICARE BDSM
Vero e Falso «Il BDSM è fatto di moltissime pratiche differenti, che possono essere affrontate con vari livelli di intensità. Per questo ciascuna persona può trovare un modo di vivere questi giochi adatto non solo ai suoi gusti ma anche ad eventuali limiti. L’unica costante è la necessità di avere il controllo di ciò che si stia facendo, quindi il BDSM non è adatto a chi è instabile e a chi pensa di poter improvvisare senza documentarsi prima di agire».


SERVONO ABITI E STRUMENTI SPECIFICI
Vero e Falso «Gli abbigliamenti insoliti che si vedono in tante immagini e video spesso hanno solo funzione scenica; c’è poi chi si eccita particolarmente con certi materiali o accessori, ma quello è l’ambito di fetish e feticismi, che non corrisponde necessariamente con i giochi erotici di dominazione e sottomissione. Per quanto riguarda invece le attrezzature BDSM, lo strumento più importante di tutti è il cervello: usandolo bene si possono sperimentare moltissime sensazioni indimenticabili. Nella maggior parte dei casi se si vogliono usare “giocattoli” particolari ci si può divertire a trovare nuovi utilizzi per ciò che già abbiamo in casa. In I love BDSM c’è perfino una sezione che suggerisce tutti i “trucchi del mestiere”! Come in tutte le attività, se poi si arriva a praticare a livelli più “seri” ci si può rivolgere a un vastissimo mercato di articoli specifici, di alta qualità. Sul mio sito si può consultare per esempio un lungo elenco di negozi online specializzati».

NEL BDSM I RUOLI NON SONO “FISSI” MA POSSONO ESSERE INTERSCAMBIABILI

Vero «Ognuno di noi è in continua evoluzione, anche in ambito erotico. Di conseguenza può capitare che in momenti diversi (o con diverse persone) si preferisca tenere un ruolo dominante piuttosto che sottomesso, o viceversa. C’è anche chi di questa versatilità fa la propria bandiera: il termine per definire tale approccio è ‘switch’».

CHI PRATICA BDSM HA UN’ETICA BEN DEFINITA
Vero «La differenza fra esperimenti rischiosi e sano BDSM sta proprio nell’approccio etico. Gli appassionati riassumono tutto nella sigla SSC, cioè “Sano, Sicuro, Consensuale” - ma in generale si tratta di avere coscienza di cosa si stia facendo e coltivare il massimo rispetto tanto per il proprio partner che verso se stessi. La cultura dell’eros estremo è tutt’altro che brutale o violenta: dopotutto, è lì che è nato il concetto di safeword, che sta prendendo piede anche nei rapporti “tradizionali”».

IL RUOLO DEL DOLORE E’ IMPORTANTE IN RELAZIONE AL PIACERE
Vero e Falso «Per alcune persone il dolore fisico gioca un importante ruolo anche mentale nell’eccitazione sessuale. Più in generale, però, quando si è eccitati il nostro organismo tende a interpretare anche le sensazioni dolorose come piacevoli: basti pensare alle classiche unghiate sulla schiena mentre si fa l’amore. Quando si raggiungono elevati livelli di sofferenza entra poi in gioco anche la neurologia, con la produzione spontanea di endorfine, molecole che danno un senso di estasi senza pari… Però questo tipo di esplorazione richiede una notevole preparazione, e non è adatta ai principianti».

LA RELAZIONE SADOMASO PUO’ ESTENDERSI ANCHE AD AMBITI EXTRA EROTICI DELLA VITA DI COPPIA
Vero e Falso «Il BDSM è un’esperienza prettamente erotica: se manca l’eros si scade appunto nel sadomasochismo patologico. Se però ci si riferisce a continuare i giochi anche al di fuori della camera da letto la risposta è sì. Anzi: il bello di questi rapporti è proprio la possibilità di rendere eccitanti anche situazioni e momenti che altrimenti non ci darebbero alcuna emozione. Tutto sta nel saper esercitare la fantasia e nel darsi la possibilità di vivere la propria parte sensuale anche oltre i tempi che vi si dedica di solito. Dopotutto non è che quando siamo in ufficio smettiamo di amare l’arte o la musica… e con l’erotismo è esattamente la stessa cosa».

NEL BDSM LE DONNE SONO PIU’ DEGLI UOMINI

Falso «I praticanti sono quasi equamente divisi fra maschi e femmine. Determinate pratiche hanno poi più estimatori fra un sesso che l’altro, ma in genere c’è un buon equilibrio».

LE COPPIE SONO PIU’ DEI SINGLE
Falso «La distinzione non è tanto questa, quanto fra coppie che praticano BDSM insieme e quelle – in Italia purtroppo parecchie – che si vergognano dei propri gusti o non li sanno comunicare al partner, e quindi finiscono per sperimentare questi giochi con altre persone. E dire che sarebbe sufficiente parlarsi sinceramente!».

È’ FACILE RICONOSCERE EVENTUALI SOGGETTI “POCO AFFIDABILI”
Vero e Falso «Solo in Italia, ci sono circa 4,4 milioni di persone che praticano BDSM a vari livelli, dal più soft al più estremo. In una popolazione così grande è normale che ci sia anche un certo numero di individui disturbati, ma naturalmente non c’è uno standard di “brutta persona” che si riconosca a occhio.
In generale conviene diffidare di chi vive la propria sessualità – di qualsiasi tipo – in modo morboso, nascosto, o slegato dalla propria identità quotidiana. Un grande campanello d’allarme è rappresentato poi da chi sostiene di detenere verità assolute, “regole segrete del BDSM” o di essere un “vero praticante”, che non ha niente da imparare e non si abbassa a confrontarsi con altri. Dietro tanta arroganza, tutti questi atteggiamenti denotano un profondo senso di inferiorità e insicurezza: combinazione molto pericolosa quando ci si trova poi soli con questi individui».


LA SUA PRATICA PUO’ RAPPRESENTARE UNA “TERAPIA ANTISTRESS”
Vero e Falso «Le terapie sono cose serie che non si possono improvvisare e devono essere affrontate sotto la guida di professionisti qualificati. Tuttavia è vero che le pratiche BDSM spingono a conoscere meglio se stessi e le proprie capacità nascoste, oltre che a mettere nella giusta prospettiva i problemi immaginari. Quindi in un certo senso sì: fare BDSM rende più sereni, purché lo si faccia bene, s’intende».

PRATICARE IL BDSM PUO’ CAMBIARE PSICOLOGICAMENTE UNA PERSONA

Vero «Sempre riferendoci a un BDSM praticato come si deve, distinto da improvvisazioni che possono fare più male che bene, l’effetto è di maggiore consapevolezza di se stessi. Nel momento in cui si apre la porta all’eros estremo è inevitabile mettere in discussione tante convinzioni e tanti moralismi. L’esplorazione sensuale fa scoprire quanta repressione inutile ci carichiamo sulle spalle tutti i giorni, quante bugie raccontiamo a noi stessi e a chi abbiamo intorno, quanta violenza ci sia nei rapporti quotidiani proprio perché si tende a sfogarvi le tensioni che ci covano dentro. Una volta coscienti di tutto ciò è naturale vedere il mondo con molta più onestà intellettuale e molto più spirito critico, due fattori che conducono a una grande crescita personale».


Ed.2015, formato Kindle, 7,99 euro
Se adesso vi sentite un po’ più preparati e disposti a mettervi in gioco, non dimenticate in quali casi il sesso estremo può essere considerato “sano e opportuno”. «Il BDSM non è un ingrediente magico per rivoluzionare la vita e risolvere ogni problema: si tratta semplicemente di uno dei tanti modi a nostra disposizione per relazionarci meglio con i nostri partner e con noi stessi, su un piano più profondo rispetto alle banalità quotidiane», conclude Ayzad. «“Sano e opportuno” è anche fare insieme yoga, cucinare, viaggiare, fare seminari di comunicazione interpersonale e molto altro… solo che l’eros estremo ha il vantaggio aggiuntivo di far provare godimenti senza pari. La mia idea è che sia meglio conoscerlo e scegliere magari di non farlo piuttosto che desiderarlo e non poterlo sperimentare».

martedì 14 luglio 2015

Bondage: l’essenza, l’obiettivo, la sicurezza

La sensualità è anche un fatto di “giuste corde”, di legami speciali, di strette connessioni. Come quelle che si instaurano tra i corpi (e le menti) nella pratica del bondage e dello shibari, la sua versione giapponese. Ma come essere certi di eseguire le legature in modo sicuro e senza correre rischi? C’è una nuova guida on line elaborata da La Quarta Corda di Firenze



Lady Gaga fotografata da Nobuyoshi Araki
Fiducia, confidenza, intimità. Ma soprattutto: abilità, prudenza e competenza. Sono alcuni degli elementi chiave di una pratica - quella del bondage - che nell’immaginario erotico collettivo è sempre più diffusa. Non sempre, però, in modo sano e appropriato. La scarsa informazione sul fronte della sicurezza rende bondage e shibari – la sua versione giapponese – un possibile rischio se lo si esercita improvvisando e al tempo stesso un cliché di presunta pericolosità se non lo si conosce e ci si affida a molti luoghi comuni alimentati in molti casi dai media.

Al di là dell’aspetto estremo di questa pratica, che ha origini molto antiche – era il metodo usato dai guerrieri giapponesi e dai samurai per legare e bloccare i prigionieri, ripreso poi in chiave sensuale nel teatro kabuki e nelle immagini delle stampe ukiyo-e – il bondage non è necessariamente associabile all’atto sessuale in sé, ma può rappresentare un modo “alternativo” per creare un’atmosfera sensuale durante i preliminari o un gioco all'interno della coppia che stimola i sensi è l’immaginazione. Il piacere, in questo caso, per chi si lascia legare consiste nell’emozione che si prova nel donarsi a un’altra persona e per chi lega, nel ricevere in dono la libertà e la fiducia di un’altra persona e prendersene cura.

«In questo senso, potremmo considerare il bondage un "arricchimento" per la sessualità», spiega Andrea de La Quarta Corda, rigger professionista e insegnante di shibari. «È una pratica che ti fa entrare in contatto con l’altro in un modo diverso dal solito. L’immobilizzare e l’essere immobilizzati mette infatti in atto dei meccanismi profondi che ci toccano in maniera particolare; ad esempio per chi viene legato cedere parte della propria libertà ed essere immobilizzato e controllato da un’altra persona significa darsi il permesso di abbandonarsi all’altro, di mostrarsi vulnerabile e di riscoprire insieme una sensualità a volte dimenticata, fatta di vicinanza, lentezza, intimità».

Qual è “il bello del bondage”?
«ll bondage fa riferimento ad un’idea di sessualità dalle mille sfaccettature, più ampia di quella a cui siamo abituati a pensare, in un misto di erotismo, affettività, abbandono, controllo, piacere visivo, sensazioni tattili, immobilizzazione, libertà. Il bello del bondage è che ognuno può trovare la dimensione che gli è più congeniale: legare, essere legati, preferire un approccio deciso o dolce, energico o carezzevole. Può piacere oppure no, ma il bondage non è qualcosa di negativo o violento, come spesso lo presentano i media; non significa ridurre il sesso a questa unica attività ma aumentare le possibilità di gioco all’interno della coppia».

Foto di Nobuyoshi Araki
Che differenza c'è tra bondage occidentale e shibari, la versione giapponese?
«Sono due modi di legare diversi. Oltre a tecniche differenti lo shibari ha criteri estetici più complessi del bondage occidentale. Non solo: il bondage giapponese dà estrema importanza a elementi – emotivi e emozionali – poco appariscenti, ma che fanno la differenza tra una legatura intensa e una banale, come la connessione energetica tra chi lega e chi viene legato, l’aspetto della sofferenza e dell’imbarazzo, l’empatia. Nello shibari l’importante non è la legatura finale, ma il cammino che si è compiuto insieme per realizzarla».

Quanto interesse si riscontra attualmente per queste pratiche?
«Molto. Ai miei corsi arrivano coppie di ogni età, sesso e orientamento sessuale. La coppia più giovane che ho incontrato aveva una ventina d’anni mentre dal versante opposto ho avuto anche una coppia di sessantacinquenni. Ho incontrato quasi sempre persone piacevoli e l’atmosfera che si crea a lezione è sempre molto informale e accogliente. Purtroppo, in Italia non c’è molta cultura a questo proposito e se da una parte l’argomento bondage è sulla bocca di tutte ed è ormai stato sdoganato, dall’altro manca ancora una conoscenza più approfondita che permetta di capire se una legatura è fatta bene oppure no o di poter apprezzare i particolari stilistici di una foto o di una performance, senza prendere per buono tutto quello che si vede».

La Quarta Corda ha pubblicato una versione aggiornata delle “Linee guida sulla sicurezza nel bondage”. È importante conoscerne bene i rischi sin dall’inizio oppure il gioco diventa pericoloso solo quando si affrontano pratiche più complesse?
«Ho preparato questo libretto proprio per fornire alcune importanti informazioni soprattutto a chi muove i primi passi nel bondage; è forse l’unica risorsa in italiano così completa e per chi fosse interessato è disponibile gratuitamente a questo link: http://www.laquartacorda.it/sicurezza.pdf
È fondamentale infatti conoscere e mettere in atto le regole di sicurezza sin dai primi passi con le corde, quando si fanno cose più semplici ma si è anche meno esperti. Tutte le attività umane hanno dei rischi, soprattutto se affrontate in maniera irresponsabile o improvvisata; con le corde sono successi degli imprevisti anche con legature di livello base perché ad esempio chi legava non sapeva che una corda messa in un certo modo poteva comprimere significativamente un nervo.
Non si tratta di fare dell’allarmismo: in fondo informarsi sulla sicurezza ed essere responsabili non richiede sforzo e mette al sicuro da incidenti, rendendo anche il gioco più piacevole!».

Qualche esempio di approccio iniziale sbagliato?
«A volte vedo persone che senza la necessaria esperienza si mettono a fare sospensioni anche complesse, allievi che dopo qualche ora di lezione pensano di poter fare performance o addirittura di tenere corsi, autodidatti che studiano solo su tutorial online; tutto questo oltre ad aumentare il rischio di incidenti fa sì che il livello qualitativo rimanga basso».

Foto di Nobuyoshi Araki
Quanto impegno richiede imparare questa pratica? Un solo workshop può essere sufficiente?
«In un workshop base si imparano le legature fondamentali e con esse ci si può già divertire a lungo; se poi si vuole proseguire il proprio cammino di scoperta del bondage giapponese si possono frequentare corsi intermedi o avanzati. Come in tutte le cose non si finisce mai di imparare. Quello che però più conta è la pratica regolare, le prove, il gioco, la ricerca di informazioni online o su libri, la partecipazione ad eventi; se si va ad un corso e poi non si toccano più le corde è completamente inutile averlo fatto!».

Prossimi appuntamenti in programma?
«I workshop organizzati dall’associazione riprenderanno dopo l’estate con Firenze, Torino, Genova, Padova e Rimini. Ma c’è anche una speciale collaborazione con La Valigia Rossa, progetto tutto al femminile che organizza eventi e riunioni private in cui parlare di benessere sessuale per la donna e per la coppia. Tra i prodotti che vengono presentati c’è anche la possibilità di prenotare una lezione privata di shibari con La quarta corda. Il progetto prevede inoltre di organizzare incontri e corsi in diverse città d’Italia per diffondere il bondage giapponese. Quando dicevo che può essere inteso come un “arricchimento della coppia” intendevo anche questo: può essere utile e importante mostrare la bellezza del “fare corde” e trasmettere l’idea che lo shibari non sia uno spettacolo da circo, ma una passione da affrontare con impegno e che può dare molto a chi la pratica».

mercoledì 10 giugno 2015

Coco de Mer e il nuovo pensiero erotico

Dov'è finito l’immaginario sessuale? Le fantasie audaci e le tante sfumature del piacere? Il luxury brand londinese di lingerie pone l’accento sul desiderio nascosto. E con il cortometraggio d’autore “X” si fa portavoce di un nuovo erotismo, esplorandone appetiti e suggestioni. Tra arte e sensualità

Un frame tratto dal cortometraggio "X"
Desiderio, piacere, creatività erotica. Quanto spazio riserviamo a tutto questo? Assuefatti a una sessualità omologata, abbiamo dimenticato le interessanti connessioni tra istinto e cervello, tra impulso naturale ed elaborazione psicologica. Alla mente erotica è riservato pochissimo spazio, l’appetito sessuale è in molti casi trascurato, isolato, negato. Si parla ampiamente di cucina, design, moda, gossip, ambiti che occupano la psicologia culturale in varie forme, dai libri alle riviste ai programmi televisivi, ma erotismo  e sensualità che fine hanno fatto? Emarginato, limitato, represso l’immaginario sessuale più ardito, intrigante (e inconfutabilmente reale) giace nel dimenticatoio, quasi fosse un’ espressione culturale “di nicchia”.

Eppure, parlare di sensi e sensualità significa tirar fuori la chiave di accensione di una centralina fondamentale - quella del piacere - che attraverso la stimolazione della mente può rendere il sesso un’esperienza non semplicemente meccanica, non banalmente fisica, ma intrisa di suggestioni inedite, emozioni profonde, fantasie audaci, piaceri nuovi, sfumature intriganti.  Ma quanto ci è permesso di raccontare, oggi, a proposito di questo immaginario erotico?

Un frame tratto dal cortometraggio "X"
Con audacia e spirito provocatorio, Coco de Mer stimola la discussione e pone l’accento sul desiderio nascosto. Lo fa con "X", un cortometraggio d’autore, realizzato come nuova campagna Adv da un team di artisti, fra cui il celebre fotografo Rankin e Walter Campbell, Direttore Creativo di TBWA/London e ideatore del concept.

«L’erotismo non ottiene la stessa attenzione palese come tutto il resto del menu culturale», sottolinea Campbell, «così abbiamo creato un film a sorpresa, eccitante e, soprattutto, che incoraggia le persone a scavare più in profondità nelle loro fantasie per riaccendere quella connessione».

Un frame tratto dal cortometraggio "X"
"X" introduce lo spettatore nelle trame profonde del desiderio e dell’immaginazione erotica, mostrando immagini in sequenza, montate come in un “flusso di coscienza” che alterna momenti di vita quotidiana a fantasie, stimoli, eccitazione, lingerie, sesso, desideri estremi (scopritelo qui: https://www.youtube.com/watch?v=Grr8_4Xcb4U)

«Questo film prende le nostre ossessioni e le porta su nuovi livelli», spiega Rankin.  «Ciò che più ho apprezzato del concept di questo corto è come “visualizza” il modo in cui si recepiscono al giorno d’oggi le informazioni. Esamina i nostri appetiti nei confronti di un immaginario viscerale e coinvolgente, riflettendo il modo con cui consumiamo velocemente, esattamente come attraverso un click».

Un frame tratto dal cortometraggio "X"
Obiettivo di Coco de Mer - che deve il suo nome a una pianta esotica il cui seme ricorda la forma del sesso femminile - è proprio quello di diventare la voce dell’immaginazione erotica, spezzando definitivamente certi taboo culturali, scavando fino all’origine delle fantasie, scoprirne le sfumature e nutrirle con un alto grado di arte e attenzione all’offerta. Il luxury brand di lingerie punta a elevare l’esperienza del sesso, ridefinendone l’attenzione e la considerazione che siamo abituati a rivolgervi. 
Dicono che la nostra mente pensi al sesso ogni sei secondi. Coco de Mer vuole aiutarci a farlo in una chiave nuova. Più libera, autentica, migliore.

giovedì 14 maggio 2015

La Bionda che credeva nelle favole erotiche

Motociclista per passione, pr per professione, scrittrice di racconti “very hot” quasi per caso. Alessia Cattelan è l’autrice di #CERAUNAVOLTA, un nuovo ebook di favole ad alto tasso di sensualità. E darsi la buonanotte non sarà più la stessa (morigerata) cosa…

La cover dell'ebook su Amazon
Terapeutiche e propedeutiche come solo certe favole possono essere. E quelle di Alessia Cattelan, detta “La Bionda”, pr di professione, amante dei motori, autrice di un blog e adesso scrittrice erotica, hanno un quid in più. Parlano di sesso, sensualità, sex appeal, fantasie, piacere, amicizia, giochi di coppia, relazioni complicate, amore. Sono favole per adulti contemporanei che vogliono vivere erotismo e sessualità non come un tabù, ma come un’opportunità di maturazione personale (del resto, cos’è l’eros se non la massima espressione della nostra natura umana?).

#CERAUNAVOLTA è un ebook cresciuto in Rete con il passaparola, autoprodotto e in vetrina su Amazon. «È stata una decisione del libro non mia. Io non avevo intenzione di scrivere un libro erotico», spiega l’autrice. Eppure nella “cornice” della storia c’è proprio La Bionda, impegnata a sollevare l'animo di Chiara, l'amica mollata sull'altare, e psicoanalizzare la sua stessa situazione di fidanzata annoiata, amante fallita e oggetto dei desideri di un uomo misterioso. Voce fuori dal coro è invece Alice, che ama barattare il sesso per ottenere ciò che vuole, ma nemmeno lei è immune all'Amore. Qui, si parla senza filtri di esperienze sessuali e cuori spezzati. E soprattutto si raccontano “favole della buona notte” che svelano, in modo ironico e senza troppe metafore, come attraverso il sesso si possano trovare soluzioni a lunghe notti insonni e, soprattutto, nuovi e intriganti modi per esprimere la propria femminilità.


Perché un libro erotico a base di...“favole”?
«La storia comincia durante un lungo viaggio Milano-San Remo in treno. Dovevo confidarmi con un’amica, trattare temi delicati che riguardavano la paura di aprirsi all’amore e al sesso. Non sapevo da dove cominciare e così ho pensato a una favola. Propedeutica, terapeutica. Per lei e per me. La nuova formula comunicativa tra noi funzionò tanto da ricevere la richiesta di altre storie, una per sera. Essendo una cultrice de Le mille e una notte ho intrapreso la strada di una moderna Sharasad. All’inizio con scritti light poi, come quando ti confidi con un’amica, il discorso si è fatto più caldo e ho deciso di provare a scrivere qualcosa di più forte. Le favole hanno iniziato a girare in rete con un passaparola fino ad arrivare tra le mani di uno scrittore professionista, che mi ha contattata dicendomi: “Scrivine altre, troveremo poi il modo di legarle insieme in un libro”. Ho raccolto la sua richiesta, quella di chi mi chiedeva di “leggere ancora” e sono andata avanti. Parola dopo parola, i personaggi hanno iniziato a far parte del mio quotidiano e ho dovuto continuare a scrivere per sapere come andava a finire… Insomma credo nelle favole!».

Qual è stato l'aspetto più complicato nella stesura?
«Prima di tutto confrontarmi con me stessa, le mie fantasie, quello che scrivevo. Faccio tutt’ora fatica a rileggere ciò che scrivo, arrossisco. La sera che è nata Alice (il mio alter
ego porno) ho dovuto dire 10 Ave Maria!
In secondo luogo, decidere che la voce narrante fosse un personaggio in cui molti avrebbero potuto identificare. Sapevo che avrei rischiato il fraintendimento dei bigotti, ma sono una che ci mette la faccia e anche un po' di malizia… Ho pensato “deve essere un narratore il più possibile reale e che la gente pensi quello che vuole, alla fine parlo della cosa più bella e naturale del mondo e se ci vedrà me avrò un ottimo curriculum”. L’ultimo è stato scriverle, perché ogni favola comporta un coinvolgimento fisico e psicologico molto forte. È come vivere ogni storia sulla propria pelle
».

Dove è nata l’ispirazione per storia e personaggi?
«La maggior parte di loro è ispirato fisicamente a una persona (loro spesso lo ignorano). Ho bisogno di “vederli e innamorarmi”: non c’è premeditazione.
La storia di contorno nasce dalla mia vita: è tutto ambientato in luoghi reali. La parte erotica viene da sola: metto le mani sulla tastiera, entro in trance e scrivo. Credo sia il frutto di chili di chiacchierate con le amiche e con gli uomini in maniera diretta. Sono sempre stata molto curiosa e interessata a capire le diversità tra uomo e donna. Spesso la distanza nasce proprio dall’approccio con il corpo che nel tempo può tradursi in imbarazzanti silenzi, quando invece basterebbe parlarsi e chiedere “
a te cosa piace?”».

Lo stile linguistico è stata una scelta precisa?
«Precisissima. È scritto come parlo, come sono. Diretto, semplice e soprattutto senza troppi giri di parole. Quando si fa all’Amore si possono usare termini forti, che eccitano e allo stesso tempo sottolineano la forza e l’intesa di una relazione. Non volevo censura così ho utilizzato un frasario piuttosto colorito con lo scopo di eccitare e spronare le persone dal passare dalla teoria alla pratica.
Fondamentale l’ironia che nella scrittura erotica mostra come si possa essere hot con tutte le paure e incertezze del caso. Fare sul serio, senza prendersi sul serio è il preludio per giocare senza limiti. E con fantasia
».

Nel testo ci sono anche insoliti riferimenti a marchi pubblicitari... Un nuovo trend?
«Sicuramente un trend, che fa parte della mia vita. C’è ciò che amo o uso, come i profumi. Per descrivere la realtà ho usato la realtà. C’ è anche molta musica, sempre quella che amo. Chi legge può ritrovare cose, luoghi, oggetti, abiti… entrare fisicamente nelle favole come uno dei protagonisti».

Qual è il tuo classico erotico preferito?
«Il Kamasutra, che poi è il libro dell’Amore. Per il resto non ho mai letto un libro erotico e per ora non ho intenzione di farlo. Ho paura che inquini il mio modo di scrivere».

Cosa rappresenta per te l’erotismo?
«L’espressione del sé. E’ un percorso difficilissimo e interiore. Spesso faticoso e doloroso perché impone di ascoltarsi, di mettersi a nudo. Allo stesso tempo, abbatte le barriere etiche, culturali e fisiche del nostro inconscio, si percorre la strada del Piacere e della Bellezza fatta di piccole sensazioni. Anche una fragola può essere erotica».

Pensi che oggi ci sia un approccio diverso e "nuovo" nei confronti della letteratura erotica?
«Credo ci siano più approcci. Da una parte è più sdoganata, c’è chi si sente meno intimorito dal soddisfare una curiosità e chi semplicemente cerca la conferma che le fantasie sessuali siano “un peccato capitale”, ma un fatto piuttosto comune».

Hai pubblicato il libro in ebook autonomamente: un vantaggio?
«Il vantaggio è essere libera da vincoli. Ho ricevuto proposte da diversi editori ma sono capitate in un periodo della mia vita in cui volevo essere l’unica proprietaria di me stessa. Volevo che ciò che ho scritto per passione non avesse catene. Amazon è stata la risposta. Certo mi piacerebbe vederlo stampato e vista la grande richiesta dagli amanti della carta a breve metterò l’opzione Stamp. Del resto i libri, il loro profumo, la consistenza sanno essere amanti indimenticabili!».

Il fatto di non potersi avvalere del circuito di promozione di una nota editrice è penalizzante?
«Essere appoggiati da una casa editrice è come affrontare  un colloquio “presentati”. Chi deve recensirti si fida o è più invogliato a scrivere di te se una tal casa garantisce per te. Ma sono punti di vista. Per quanto mi riguarda, ho iniziato la promozione con un book trailer che stuzzicasse l’attenzione, condiviso sui miei social. Sono sempre a disposizione di chi ha domande. E credo appunto nelle favole e nel fatto che i sogni si realizzino. Uno fra tanti: che le persone usino il mio libro per fare l’Amore».

Stai già lavorando a qualcosa di nuovo?
«Mentre parliamo probabilmente ho trovato l’ispirazione…».

mercoledì 29 aprile 2015

LELO, eros di coppia al Festival di Cannes

Beyond The Wave, il cortometraggio prodotto dal brand svedese di sex toys deluxe, sarà presentato alla 68esima edizione del Festival del Cinema di Cannes. Senza mostrare sex toys o accessori per la vita intima, il film diretto da Goran Gajić affronta l’evoluzione del rapporto e delle interazioni di coppia. Con nuove, spesso ambigue, dinamiche di comunicazione


Casper Van Dien e Zhu Wei Linge in Beyond The Wave
La sex (r)evolution di LELO è iniziata. Dopo il lancio dell’edizione italiana di Volonté, il blog dedicato al piacere e alla sessualità, aperto anche a contributi erotici di arte e scrittura creativa, l’azienda svedese di sex toys e lingerie deluxe si spinge "oltre", schiaccia l’acceleratore sulla nuova via intrapresa - parlare di erotismo, educazione sessuale e benessere di coppia attraverso una comunicazione non convenzionale -  e si prepara al debutto alla 68esima edizione del Festival del Cinema di Cannes, in programma dal 13 al 24 maggio, con il primo cortometraggio autoprodotto.

Come saranno le interazioni uomo-donna nel futuro? In che modo sarà impostata la relazione? Quale ruolo avrà la sessualità? Diretto dal regista serbo Goran Gajić e interpretato da Casper Van Dien, con la partecipazione di Emilie Ohana e della debuttante Zhu Wei Linge, Beyond the Wave (www.BeyondTheWaveMovie.com) narra una storia appassionante, ispirata al valore dei sentimenti e del rapporto tra i due sessi, che indaga l’evoluzione delle relazioni di coppia.

Casper Van Dien e Zhu Wei Linge in Beyond The Wave
Pur essendo la prima volta in assoluto che un film viene prodotto da un’azienda di oggetti per il piacere, nessuno dei sex toys o dei raffinati accessori per la vita intima creati da LELO è però mostrato nella pellicola. «Ogni giorno vediamo il mondo diventare più individualistico e frammentato. Questo film è un’operazione creativa pensata per realizzare quello che LELO sa fare meglio: avvicinare le persone. È questo il cuore del progetto e di quello che facciamo e il risultato va ben al di là di quello che ci si aspetterebbe da un brand  come il nostro, dedicato al piacere», spiega Steve Thomson, a capo del marketing di LELO. «Beyond the Wave si rivolge alle coppie, spingendole ad avvicinarsi. Siamo onorati di essere stati selezionati dal Festival di Cannes, un palcoscenico perfetto per condividere ad ampio respiro un messaggio sempre più importante, come questo».

Casper Van Dien e Zhu Wei Linge in Beyond The Wave
La trama si concentra sulle modalità di interazione fra l’uomo e la donna, su come in un futuro prossimo (non auspicabile) sono cambiate e su come è possibile reimpostarle.  Una riflessione focalizzata sulla diversità dei punti di vista, l’amore e la solitudine, temi centrali nell’esperienza umana. Il  film racconta la relazione di un uomo con due donne, interazione che non sempre è come appare. Esplora l’importanza della comunicazione in un’epoca di crescente isolamento: è una metafora e al tempo stesso un monito.

«Credo che molte persone si sentano oggi sole e distaccate anche se vivono una relazione di coppia», evidenzia Casper Van Dien, protagonista del film. «Beyond the Wave mostra l’importanza di non fare affidamento solo su se stessi, di non limitarsi a comunicare o a trascorrere del tempo con l’altro, ma di cercare di comprenderne davvero il punto di vista. Molti scontri potrebbero essere evitati se solo ci fermassimo un attimo e ci calassimo nei panni del nostro partner».

Beyond the Wave sarà proiettato nell’ambito del Short Film Corner, la sezione del Festival dedicata ai cortometraggi. E cambierà la prospettiva.

domenica 4 gennaio 2015

Lelo, piacere deluxe

Ha rivoluzionato il mercato dei sex toys trasformando la percezione dell'aspetto, della sensazione e della funzione dei massaggiatori personali. Con 7 milioni di prodotti venduti nel mondo (e un trend di crescita del 200 per cento) l'azienda svedese si è conquistata una posizione di leadership nell'industria degli accessori per la vita intima, complici serial tv e romanzi erotici best seller. Gli articoli più richiesti? Quelli per il piacere di coppia. Ma c'è anche una new entry che apre nuovi scenari in un campo poco esplorato per gli accessori sensuali: quello del sesso orale 


In principio fu la lingerie. Velata, stringata, in pizzo, con coulotte, giarrettiere, bustier, sempre e comunque ad alto grado di sex appeal. Successivamente, nell'ottica di trovare nuovi detonatori dell'erotismo di coppia, venne l'epoca dei travestimenti da boudoir, quei giochi di ruolo su cui i giapponesi hanno saputo fondare, negli anni, un vero e proprio impero economico (i sofisticatissimi e intriganti sex club giapponesi, dove si pratica il play role, contribuiscono a rendere l'industria del sesso la seconda del Paese per volume d'affari dopo quella delle automobili).

Più di recente è arrivata l'industria dei sex toys, quella che ha decretato la svolta tecnologica del benessere sessuale di coppia: da semplici accessori ludico-erotici si è passati a veri e propri "strumenti" di piacere, progettati e studiati al fine di migliorare la sfera intima, agevolare chi non vive una sessualità pienamente appagante, affiancare le coppie con un eros un po' assopito ma curiose di sperimentare nuove vie del piacere.

Con 2 milioni di accessori erotici venduti nel 2013, 25.000 punti vendita che distribuiscono i suoi prodotti, 462 impiegati in 9 uffici nel mondo e una percentuale di crescita annua del 200 per cento, la svedese Lelo è uno dei brand di design leader a livello mondiale nella progettazione e produzione di accessori per la vita intima. La stessa Durex ha fatto ricorso ai suoi designer nell'ottica di ampliamento della propria offerta di massaggiatori e prodotti per la sfera intima, mentre il Congresso di Ostetrici e Ginecologi Americani ha introdotto i suoi accessori al museo Ralph W. Hale di Washingthon D.C.
Senza contare, poi, gli Awards conferiti ai prodotti di punta dal novembre 2011 a oggi, l'ultimo dei quali lo scorso mese di gennaio al 2014 XBiz Awards, dove Tara™ ha ricevuto il premio dell'anno per la Linea/Toys di Lusso.

Dal 2003, anno in cui è stata fondata a Stoccolma dall'ingegnere Filip Sedic e dai designer Carl Magnusson ed Eric Kalén, Lelo ha saputo trasformare la percezione dell'aspetto, della sensazione e della funzione dei massaggiatori personali, facendo leva, principalmente su tre caratteristichei: design, lusso, qualità.  «Questi tre elementi fondamentali significano tutto per noi, plasmano ogni cosa che facciamo. Lo si può constatare in ciascuno dei nostri prodotti», sottolinea Steve Thompson, global marketing manager dell'azienda.

Ma come nascono questi sex toys?
«Ogni prodotto viene da un'idea ben precisa, da un flash d'ispirazione di uno dei nostri designer o da una particolare richiesta dei clienti che cattura il nostro interesse. Per esempio, nel disegnare il nuovissimo massaggiatore Ora™, abbiamo affidato a ingegneri e designer il compito di realizzare un oggetto capace di ricreare lo stesso piacere che le donne provano con il sesso orale. Non avendo nessun precedente a cui poter far riferimento, il team ha proposto una serie di varianti che nessuno aveva mai visto prima. Abbiamo quindi realizzato le versioni Beta dei più promettenti, fornendoli a un gruppo di tester volontari, e poi modellato e rimodellato il design fino a ottenere l'oggetto perfetto. Nasce così  la maggior parte dei prodotti Lelo che arrivano nelle mani dei consumatori».

Cos'è il piacere per Lelo?
«Crediamo fermamente che il piacere sia un fatto prettamente soggettivo. È un aspetto di grande valore nella vita di ciascuno e facciamo del nostro meglio per incoraggiare le persone a viverlo con gioia».

C'è un interesse crescente, oggi, verso gli accessori erotici e i prodotti per adulti?
«In linea di massima, la richiesta sul fronte del piacere c'è sempre stata e ci sarà sempre. Tuttavia  sta aumentando ora come non mai.
Ciò che sta guidando questa crescita, e continuerà a guidarla ancora per lungo tempo,  è una molto più diffusa accettazione della sensualità e della sua espressione. Non c'è nulla di disonorevole nel desiderare il piacere, e sempre più persone se ne stanno rendendo conto.  Questa tendenza sta spezzando i tabù legati ai prodotti per adulti che fino a qualche anno fa sembravano passati di moda, ed è stata possibile anche grazie a certi prodotti della cultura pop, come Sex and The City o 50 Sfumature di Grigio».

Cosa chiedono o desiderano i clienti al fine di avere una una buona vita sessuale?
«Nel 2014 uomini e donne chiedono oggetti per l'intimità che possano usare insieme, affinché ogni partner possa essere soddisfatto allo stesso tempo. Non per nulla, il segmento del mercato per massaggiatori dedicati alla coppia (con IDA™ e Tiani™) è esploso negli ultimi due anni, per la semplice ragione che questi articoli favoriscono una più profonda relazione fra amanti.
Il nostro recente Lelo Global Sex Survey, lo studio sulle abitudini sessuali mondiali, ha rivelato che il 78% delle donne non raggiunge ancora l'orgasmo senza la stimolazione clitoridea diretta. Ma con l'aiuto dei toys dedicati alla coppia sia gli uomini che le donne possono raggiungerlo insieme. Questa guida a una maggiore intimità può spiegare le coppie può spiegare perché le coppie hanno superato i single, tra le categorie che fanno maggiormente uso di sex toys».

Dov'è rivolta la ricerca Lelo in questo momento?
«La direzione più promettente è appunto quella del piacere di coppia, pensiamo quindi a come rendere l'intimità a due un'esperienza ancora più entusiasmante. Abbiamo molti prodotti a questo proposito, ma sul fronte della sensualità c'è un'area ancora da esplorare a pieno».

La sessualità sta cambiando in Italia e in altri Paesi?
«La sessualità umana non sta cambiando, ma fortunatamente lo sta facendo il modo in cui gli individui si rapportano a essa.  Seppur  lentamente, le società si stanno rendendo conto che gli esseri umani sono creature sessuali, lo sono sempre state, e che la sessualità assume molte forme. In questo caso, come in molti altri, cambiare è un bene».


(Pubblicato su Glamour.it, 2014 - Photo courtesy of Lelo)