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sabato 27 febbraio 2016

Come organizzare un sexy party a casa tua

Luci soffuse, cuscini comodi, compagnia curiosa. Per parlare liberamente di sesso, confrontarsi su temi hot, scoprire nuovi modi (e strumenti) di vivere il piacere. Da dove iniziare? Ordinando il menu! Raffinato e molto, molto particolare…

Sexy lingerie nella boutique erotica ZouZou
Dimenticatevi sesso, droga e rock’n’roll. Non è esattamente di quel genere di "festini" che stiamo parlando. Immaginatevi piuttosto una vera e propria immersione nel regno della sensualità, della multisensorialità, del piacere vissuto in chiave ludica. Insomma: una sorta di “sexy experience” durante cui parlare liberamente di sesso, confrontarsi su argomenti piccanti, spezzare qualche tabù, espandere la propria visione erotica su nuove modalità e strumenti inediti per alimentare il piacere di coppia.

Se volete intrattenere al meglio i vostri invitati, concentratevi sulla scelta del Menu. Che sia invitante, mi raccomando, raffinato e molto, molto particolare.
Dovrete considerarlo un “percorso” speciale attraverso cui prepararsi idealmente all’incontro amoroso. E dove, senza sottovalutare nessun dettaglio, si passerà dalla cura del corpo e dell’ambiente fino alla scelta topica della lingerie.

Accessori sensuali nella boutique ZouZou
Gli Antipasti avranno il compito di “scaldare l’atmosfera”: profumi molecolari, inchiostro goloso per il corpo, ciprie luccicanti baciabili. A seguire, Primi Piatti sensuali: candele che si trasformano in olio da massaggio, caramelle frizzanti per il sesso orale, gel eccitanti per accende i sensi…
I Secondi Piatti faranno gola alle più audaci: un’accurata selezione di sex toys deluxe dal design elegante, discreti da borsetta fino a quelli da usare insieme per nuove sensazioni da condividere nella coppia. Il tutto senza dimenticare una deliziosa varietà di Contorni, per aggiungere un tocco di sapore in più: petali di rosa profumati, piumini per solleticare, fasce di seta e morbidi frustini a nove code.
Dulcis in fundo, arriva il Dessert: bijoux per il corpo e accessori da indossare dentro e fuori il boudoir.

Dove ordinare questo raffinato menu à la carte? Nella boutique erotica ZouZou di Roma, pioniera nell’ambito del Sensual Entertainment e organizzatrice, su richiesta anche in altre italiane, di party a domicilio per parlare di sessualità, fantasie erotiche e piacere femminile, con inclusa la presentazione (e il possibile acquisto) di prodotti esclusivi in vendita nella boutique.

La boutique erotica Zou Zou in Vicolo della Cancelleria 9a, Roma
L’appuntamento con ZouZou à la Carte dura due ore, costa 10 euro a persona (che in caso di acquisti superiori ai 50 euro verranno rimborsati) e richiedono un numero minimo di 8 partecipanti fino a un massimo di 20.

Un’idea perfetta se avete in mente di invitare coppie di amici e volete coinvolgerli in un inedito percorso sensoriale. Oppure se desiderate trascorrere una serata tutta al femminile per festeggiare un addio al nubilato con un sano pizzico di trasgressione o un 8 marzo “fuori dai luoghi comuni”.
L’idea vi stuzzica e state già pensando a un piccante evento chez vous? Prenotate ZouZou e mettetevi comode: l’eros è servito!







martedì 1 dicembre 2015

Sesso protetto, dillo con un emoji

Nella giornata mondiale contro l’Aids, usando l’hashtag #CondomEmoji si potrà contribuire alla realizzazione del primo emoji per dire “amore protetto”


Malattie sessuali, queste sconosciute? Un sondaggio dell'Osservatorio O.N.Da effettuato qualche anno fa su un campione di 1.304 studentesse di 11 scuole superiori milanesi, di età compresa fra i 13 e i 18 anni, ha dimostrato che le ragazze italiane poco sanno di queste malattie e che vorrebbero che le istituzioni si preoccupassero di informarle di più. Ma l'“ignoranza” sul tema sembra persistere anche in fasce d’età più elevate.
Durex propone un emoji per dire "amore protetto"
Dagli ultimi dati resi noti dalla Lila, infatti, il numero delle nuove diagnosi di HIV in Italia è attualmente di 3.608, con un aumento dell'età mediana della diagnosi che è 39 anni per i maschi e 36 per le femmine; ma il dato preoccupante è che più della metà delle nuove diagnosi avviene molto tempo dopo l'avvenuta infezione, quando il virus ha già iniziato a danneggiare seriamente il sistema immunitario o dopo la comparsa dei primi sintomi.
Tra gli italiani, nello specifico, aumentano le diagnosi nei maschi che fanno sesso con maschi, che costituiscono quasi la metà delle nuove diagnosi, mentre tra gli stranieri è quella dei rapporti eterosessuali la modalità di trasmissione più frequente. Stabile ancora il numero dei casi di AIDS, che nel 2013 sono stati 1.016.
In generale, ciò che emerge dai dati relativi all'Italia, raccolti ed elaborati dal 1984 dall’Istituto Superiore di Sanità, e pubblicati dall'ISS nel sito del Centro Operativo Aids è che la maggioranza delle nuove diagnosi di HIV è attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l'83,9% di tutte le segnalazioni.

Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’utilizzo del profilattico come premessa di una vita affettiva sana e responsabile, Durex ha lanciato una campagna globale per dotare i giovani di un emoji che rappresenti l’amore protetto.
Nella Giornata mondiale contro l’AIDS, chiunque usi l’hashtag #CondomEmoji sui propri canali social, visualizzi e condivida il video #CondomEmoji dalla pagina Facebook Durex Italia contribuirà a raggiungere il milione di interazioni necessario per proporre al Consorzio Unicode la realizzazione del primo emoji per dire “amore protetto”.
Un’iniziativa fondamentale per avvicinare tutti al valore della protezione, dettata anche dal fatto che secondo una recente ricerca i giovani europei di età compresa fra i 16 e i 24 anni, è sessualmente attivo nel 78% dei casi, ma solo il 62% usa con regolarità il profilattico; 4 ragazzi su 10 affermano, inoltre, di avere avuto rapporti a rischio con più di un partner.
Il messaggio è chiaro: non abbassate la guardia. Proteggersi è un atto di amore e responsabilità.

martedì 28 luglio 2015

Manuale Sexy, l’educazione sessuale è a fumetti!

Dalle “dimensioni maschili” al sesso trasgressivo, dall’uso dei sex toys alla mancata erezione. I personaggi creati da Mirka Andolfo per la trilogia Sacro/Profano diventano protagonisti di un albo a fumetti che infrange i tabù legati al sesso e li risolve con le risposte di una sessuologa

Erezione, eiaculazione precoce, sesso trasgressivo. Ma anche vibratori, dimensioni maschili, omosessualità, toy-boy e cyber sex. Le tematiche dell’eros sono innumerevoli. Pensate di avere le idee chiare su tutte o vi sono ancora dubbi e domande?
Per affrontare argomenti importanti e molto privati (ma di cui si parla poco) non ci sono solamente saggi incomprensibili, polverosi volumi di psico-sessuologia, visite private con esperti sessuologi. Si può anche parlare seriamente di sesso, sessualità e piacere in maniera ludica, ironica con linguaggi e strumenti più vicini al mood delle nuove generazioni.
È il caso di Manuale Sexy, l’albo a fumetti che esplora diversi aspetti della vita sessuale ma che, oltre all’intrattenimento “leggero”, offre consigli e curiosità utili, grazie al contributo di un’esperta (la sessuologa Claudia Corti) che si è prestata al “gioco” e che risponde su venti temi legati al sesso. A fare domande sono gli strambi pazienti protagonisti del fumetto: il sexy angelo Angelina, il diavolaccio Damiano e altri personaggi della trilogia Sacro/Profano, la serie a fumetti ideata da Mirka Andolfo (pubblicata in Italia da Edizioni Dentiblù e anche in Francia e Olanda), nata su Facebook e divenuta in pochissimo tempo un vero e proprio cult, con 20 mila copie totali vendute da novembre 2013 e 67.300 fan sulla pagina Facebook.
In Manuale Sexy"Angelina, che ha ormai scoperto le gioie dell'amore carnale, convince il suo amato Damiano a rivolgersi ad una sessuologa, molto esperta dell'amore tra angeli e diavoli, per superare alcune impasse di coppia. Mentre i due sperano di tenere la questione segreta al resto del mondo, trovano in sala d'attesa tutti i loro amici e parenti, ognuno con i propri "problemi" da risolvere. I personaggi affronteranno con la dottoressa tutti gli argomenti più scottanti, raccontando le loro esperienze e ricevendo preziosi consigli.
Ne abbiamo parlato con l’autrice napoletana, l’illustratrice e colorista Mirka Andolfo.

Perché sviluppare un'educazione sessuale a fumetti?
«È stato il mio editore a suggerirmi di provare a fare qualcosa del genere. Avevamo notato che S/P è letto, tra gli altri, da moltissime giovani coppie. Ci sembrava un’idea plausibile realizzare un libro del genere, che divertisse e fosse allo stesso tempo anche “utile”!».

Quanto è importante, oggi, parlare apertamente di sesso?
«Importantissimo. Soprattutto per i giovani. Oggi, i ragazzi credono che un film porno equivalga alla realtà, oppure conoscono certi aspetti della sessualità solo per sentito dire. E quando le cose stanno in questo modo, possono mettersi nei guai! Affrontare queste tematiche diventa quindi fondamentale».

L'aspetto più difficile nella realizzazione di questo Manuale Sexy?
«Il fatto che sia stato realizzato in tempi abbastanza brevi. Per fortuna ho avuto l'aiuto dell'editore nella realizzazione di alcune gag, e abbiamo potuto contare sull'utilissimo contributo di una sessuologa. Fondamentale, poi, la collaborazione di Gero, scrittore straordinario, che si è occupato di redigere la parte “scientifica” di ogni argomento affrontandola in maniera assolutamente brillante».


Identikit del lettore tipo…
«I lettori di S/P sono piuttosto vari, generalmente uomini e donne tra i 16 e i 35 anni (ma anche oltre). Incredibilmente, stando almeno ai dati della mia pagina FB, si tratta quasi di un 50 e 50 (con una leggera superiorità femminile). E come dicevo prima, ci sono anche moltissime coppie!».

Qual è stato il punto di forza del lavoro fatto insieme a Gero?
«Gero è un autore che stimo moltissimo, ci conoscevamo già per alcuni progetti che stiamo portando avanti. Vista la difficoltà e il tempo risicatissimo, gli ho chiesto di aiutarmi, visto che io non sono una scrittrice vera e propria. A parte le gag per i miei fumetti non scrivo altro e ho considerato opportuno affidarmi a un professionista. Oltretutto, Gero è veramente eccezionale: ha capito perfettamente i caratteri dei miei personaggi!».

Da dove prendi ispirazione per i tuoi fumetti?
«Non prendo ispirazione da qualcosa in particolare: tutto ciò che mi circonda può essere, potenzialmente, una fonte di ispirazione. Oppure, le idee mi vengono così... senza un motivo. Alle volte non lo so nemmeno io!».

A cosa pensi sia dovuto il successo di "Sacro/Profano"?
«Penso dipenda dal suo animo sexy e dai personaggi che, nonostante siano un angelo e un diavolo spesso coinvolti in situazioni "eagerate", sono molto umani. Tantissime persone mi dicono che si rivedono parecchio in loro».


Qual è il tuo fumetto classico preferito in assoluto?
«Non so se si possa già definire “classico”, ma credo che Witch sia stato il mio fumetto preferito in assoluto! E anche a livello professionale, mi ha influenzata moltissimo».

Il tuo disegnatore-icona?
«Ce ne sono molti, dipende anche dal periodo. Sicuramente Alessandro Barbucci e Barbara Canepa, ma anche molti autori americani (mi piacciono molto Eric Canete, Scott Campbell, Joe Madureira), o autori “italianissimi” che lavorano in America, come le straordinarie Sara Pichelli ed Emanuela Lupacchino. Andando indietro nel tempo, abbiamo poi un autore che tutti ci invidiano, ovvero Milo Manara».

È difficile muoversi in un settore tipicamente maschile come quello dei fumetti?
«Più che il settore dei fumetti (che forse è davvero prevalentemente maschile, ma negli ultimi anni questo trend sta nettamente cambiando) è il genere "sexy" (non erotico o porno) che è affrontato soprattutto dai maschi. Questa è la cosa che più di tutte mi ha messo in difficoltà. Essendo una ragazza, mi è capitato di essere additata come una che “ci fa e non ci è” o addirittura l'esatto contrario (come fossi una pervertita, ahah!). In realtà io sono una persona normalissima... o quasi!».

martedì 14 luglio 2015

Bondage: l’essenza, l’obiettivo, la sicurezza

La sensualità è anche un fatto di “giuste corde”, di legami speciali, di strette connessioni. Come quelle che si instaurano tra i corpi (e le menti) nella pratica del bondage e dello shibari, la sua versione giapponese. Ma come essere certi di eseguire le legature in modo sicuro e senza correre rischi? C’è una nuova guida on line elaborata da La Quarta Corda di Firenze



Lady Gaga fotografata da Nobuyoshi Araki
Fiducia, confidenza, intimità. Ma soprattutto: abilità, prudenza e competenza. Sono alcuni degli elementi chiave di una pratica - quella del bondage - che nell’immaginario erotico collettivo è sempre più diffusa. Non sempre, però, in modo sano e appropriato. La scarsa informazione sul fronte della sicurezza rende bondage e shibari – la sua versione giapponese – un possibile rischio se lo si esercita improvvisando e al tempo stesso un cliché di presunta pericolosità se non lo si conosce e ci si affida a molti luoghi comuni alimentati in molti casi dai media.

Al di là dell’aspetto estremo di questa pratica, che ha origini molto antiche – era il metodo usato dai guerrieri giapponesi e dai samurai per legare e bloccare i prigionieri, ripreso poi in chiave sensuale nel teatro kabuki e nelle immagini delle stampe ukiyo-e – il bondage non è necessariamente associabile all’atto sessuale in sé, ma può rappresentare un modo “alternativo” per creare un’atmosfera sensuale durante i preliminari o un gioco all'interno della coppia che stimola i sensi è l’immaginazione. Il piacere, in questo caso, per chi si lascia legare consiste nell’emozione che si prova nel donarsi a un’altra persona e per chi lega, nel ricevere in dono la libertà e la fiducia di un’altra persona e prendersene cura.

«In questo senso, potremmo considerare il bondage un "arricchimento" per la sessualità», spiega Andrea de La Quarta Corda, rigger professionista e insegnante di shibari. «È una pratica che ti fa entrare in contatto con l’altro in un modo diverso dal solito. L’immobilizzare e l’essere immobilizzati mette infatti in atto dei meccanismi profondi che ci toccano in maniera particolare; ad esempio per chi viene legato cedere parte della propria libertà ed essere immobilizzato e controllato da un’altra persona significa darsi il permesso di abbandonarsi all’altro, di mostrarsi vulnerabile e di riscoprire insieme una sensualità a volte dimenticata, fatta di vicinanza, lentezza, intimità».

Qual è “il bello del bondage”?
«ll bondage fa riferimento ad un’idea di sessualità dalle mille sfaccettature, più ampia di quella a cui siamo abituati a pensare, in un misto di erotismo, affettività, abbandono, controllo, piacere visivo, sensazioni tattili, immobilizzazione, libertà. Il bello del bondage è che ognuno può trovare la dimensione che gli è più congeniale: legare, essere legati, preferire un approccio deciso o dolce, energico o carezzevole. Può piacere oppure no, ma il bondage non è qualcosa di negativo o violento, come spesso lo presentano i media; non significa ridurre il sesso a questa unica attività ma aumentare le possibilità di gioco all’interno della coppia».

Foto di Nobuyoshi Araki
Che differenza c'è tra bondage occidentale e shibari, la versione giapponese?
«Sono due modi di legare diversi. Oltre a tecniche differenti lo shibari ha criteri estetici più complessi del bondage occidentale. Non solo: il bondage giapponese dà estrema importanza a elementi – emotivi e emozionali – poco appariscenti, ma che fanno la differenza tra una legatura intensa e una banale, come la connessione energetica tra chi lega e chi viene legato, l’aspetto della sofferenza e dell’imbarazzo, l’empatia. Nello shibari l’importante non è la legatura finale, ma il cammino che si è compiuto insieme per realizzarla».

Quanto interesse si riscontra attualmente per queste pratiche?
«Molto. Ai miei corsi arrivano coppie di ogni età, sesso e orientamento sessuale. La coppia più giovane che ho incontrato aveva una ventina d’anni mentre dal versante opposto ho avuto anche una coppia di sessantacinquenni. Ho incontrato quasi sempre persone piacevoli e l’atmosfera che si crea a lezione è sempre molto informale e accogliente. Purtroppo, in Italia non c’è molta cultura a questo proposito e se da una parte l’argomento bondage è sulla bocca di tutte ed è ormai stato sdoganato, dall’altro manca ancora una conoscenza più approfondita che permetta di capire se una legatura è fatta bene oppure no o di poter apprezzare i particolari stilistici di una foto o di una performance, senza prendere per buono tutto quello che si vede».

La Quarta Corda ha pubblicato una versione aggiornata delle “Linee guida sulla sicurezza nel bondage”. È importante conoscerne bene i rischi sin dall’inizio oppure il gioco diventa pericoloso solo quando si affrontano pratiche più complesse?
«Ho preparato questo libretto proprio per fornire alcune importanti informazioni soprattutto a chi muove i primi passi nel bondage; è forse l’unica risorsa in italiano così completa e per chi fosse interessato è disponibile gratuitamente a questo link: http://www.laquartacorda.it/sicurezza.pdf
È fondamentale infatti conoscere e mettere in atto le regole di sicurezza sin dai primi passi con le corde, quando si fanno cose più semplici ma si è anche meno esperti. Tutte le attività umane hanno dei rischi, soprattutto se affrontate in maniera irresponsabile o improvvisata; con le corde sono successi degli imprevisti anche con legature di livello base perché ad esempio chi legava non sapeva che una corda messa in un certo modo poteva comprimere significativamente un nervo.
Non si tratta di fare dell’allarmismo: in fondo informarsi sulla sicurezza ed essere responsabili non richiede sforzo e mette al sicuro da incidenti, rendendo anche il gioco più piacevole!».

Qualche esempio di approccio iniziale sbagliato?
«A volte vedo persone che senza la necessaria esperienza si mettono a fare sospensioni anche complesse, allievi che dopo qualche ora di lezione pensano di poter fare performance o addirittura di tenere corsi, autodidatti che studiano solo su tutorial online; tutto questo oltre ad aumentare il rischio di incidenti fa sì che il livello qualitativo rimanga basso».

Foto di Nobuyoshi Araki
Quanto impegno richiede imparare questa pratica? Un solo workshop può essere sufficiente?
«In un workshop base si imparano le legature fondamentali e con esse ci si può già divertire a lungo; se poi si vuole proseguire il proprio cammino di scoperta del bondage giapponese si possono frequentare corsi intermedi o avanzati. Come in tutte le cose non si finisce mai di imparare. Quello che però più conta è la pratica regolare, le prove, il gioco, la ricerca di informazioni online o su libri, la partecipazione ad eventi; se si va ad un corso e poi non si toccano più le corde è completamente inutile averlo fatto!».

Prossimi appuntamenti in programma?
«I workshop organizzati dall’associazione riprenderanno dopo l’estate con Firenze, Torino, Genova, Padova e Rimini. Ma c’è anche una speciale collaborazione con La Valigia Rossa, progetto tutto al femminile che organizza eventi e riunioni private in cui parlare di benessere sessuale per la donna e per la coppia. Tra i prodotti che vengono presentati c’è anche la possibilità di prenotare una lezione privata di shibari con La quarta corda. Il progetto prevede inoltre di organizzare incontri e corsi in diverse città d’Italia per diffondere il bondage giapponese. Quando dicevo che può essere inteso come un “arricchimento della coppia” intendevo anche questo: può essere utile e importante mostrare la bellezza del “fare corde” e trasmettere l’idea che lo shibari non sia uno spettacolo da circo, ma una passione da affrontare con impegno e che può dare molto a chi la pratica».

mercoledì 29 aprile 2015

LELO, eros di coppia al Festival di Cannes

Beyond The Wave, il cortometraggio prodotto dal brand svedese di sex toys deluxe, sarà presentato alla 68esima edizione del Festival del Cinema di Cannes. Senza mostrare sex toys o accessori per la vita intima, il film diretto da Goran Gajić affronta l’evoluzione del rapporto e delle interazioni di coppia. Con nuove, spesso ambigue, dinamiche di comunicazione


Casper Van Dien e Zhu Wei Linge in Beyond The Wave
La sex (r)evolution di LELO è iniziata. Dopo il lancio dell’edizione italiana di Volonté, il blog dedicato al piacere e alla sessualità, aperto anche a contributi erotici di arte e scrittura creativa, l’azienda svedese di sex toys e lingerie deluxe si spinge "oltre", schiaccia l’acceleratore sulla nuova via intrapresa - parlare di erotismo, educazione sessuale e benessere di coppia attraverso una comunicazione non convenzionale -  e si prepara al debutto alla 68esima edizione del Festival del Cinema di Cannes, in programma dal 13 al 24 maggio, con il primo cortometraggio autoprodotto.

Come saranno le interazioni uomo-donna nel futuro? In che modo sarà impostata la relazione? Quale ruolo avrà la sessualità? Diretto dal regista serbo Goran Gajić e interpretato da Casper Van Dien, con la partecipazione di Emilie Ohana e della debuttante Zhu Wei Linge, Beyond the Wave (www.BeyondTheWaveMovie.com) narra una storia appassionante, ispirata al valore dei sentimenti e del rapporto tra i due sessi, che indaga l’evoluzione delle relazioni di coppia.

Casper Van Dien e Zhu Wei Linge in Beyond The Wave
Pur essendo la prima volta in assoluto che un film viene prodotto da un’azienda di oggetti per il piacere, nessuno dei sex toys o dei raffinati accessori per la vita intima creati da LELO è però mostrato nella pellicola. «Ogni giorno vediamo il mondo diventare più individualistico e frammentato. Questo film è un’operazione creativa pensata per realizzare quello che LELO sa fare meglio: avvicinare le persone. È questo il cuore del progetto e di quello che facciamo e il risultato va ben al di là di quello che ci si aspetterebbe da un brand  come il nostro, dedicato al piacere», spiega Steve Thomson, a capo del marketing di LELO. «Beyond the Wave si rivolge alle coppie, spingendole ad avvicinarsi. Siamo onorati di essere stati selezionati dal Festival di Cannes, un palcoscenico perfetto per condividere ad ampio respiro un messaggio sempre più importante, come questo».

Casper Van Dien e Zhu Wei Linge in Beyond The Wave
La trama si concentra sulle modalità di interazione fra l’uomo e la donna, su come in un futuro prossimo (non auspicabile) sono cambiate e su come è possibile reimpostarle.  Una riflessione focalizzata sulla diversità dei punti di vista, l’amore e la solitudine, temi centrali nell’esperienza umana. Il  film racconta la relazione di un uomo con due donne, interazione che non sempre è come appare. Esplora l’importanza della comunicazione in un’epoca di crescente isolamento: è una metafora e al tempo stesso un monito.

«Credo che molte persone si sentano oggi sole e distaccate anche se vivono una relazione di coppia», evidenzia Casper Van Dien, protagonista del film. «Beyond the Wave mostra l’importanza di non fare affidamento solo su se stessi, di non limitarsi a comunicare o a trascorrere del tempo con l’altro, ma di cercare di comprenderne davvero il punto di vista. Molti scontri potrebbero essere evitati se solo ci fermassimo un attimo e ci calassimo nei panni del nostro partner».

Beyond the Wave sarà proiettato nell’ambito del Short Film Corner, la sezione del Festival dedicata ai cortometraggi. E cambierà la prospettiva.

martedì 24 marzo 2015

Eros tantrico, l’anti crisi di coppia

Sviluppa il potenziale sessuale personale, conduce a una maggiore conoscenza reciproca, ristabilisce ruoli ed equilibri all’interno del rapporto a due. Stefano e Corienne Ananda, autori di Amore e Tantra, spiegano come quest’antica disciplina orientale rappresenti uno strumento attualissimo per ritrovare significato e pienezza all’interno della vita amorosa


Tantric Painting
Benvenuti nell’universo tantra. Dove l’amore si vive a pieno e in ogni istante. Dove il potere dell’energia maschile e femminile si trasforma in suprema arte amatoria. Dove l’erotismo non è semplice “ginnastica dei corpi” finalizzata al piacere della carne, ma esperienza concreta di coppia e conoscenza reciproca, diretta a un appagamento dei sensi che è anche trascendenza. Un “universo parallelo” alla società occidentale – imprigionata nella morsa dell’individualismo e della mercificazione dei corpi – che non è affatto lontano, e in cui attraverso un sano e profondo percorso di sviluppo personale si può "cambiare pelle”, rinnovarsi, riscoprire la natura del proprio io in tutta la sua forza e positività.

A spiegare come questa disciplina orientale possa condurre verso una maggiore pienezza della vita amorosa e sessuale è Amore e Tantra (Sperling & Kupfer, 16 euro), una novità nell’ambito della manualistica che insegna le tecniche per instaurare una più profonda intimità con il partner, sviluppando maggiore forza mentale ed equilibrio emotivo.

Amore e Tantra (Sperling&Kupfer, 16 euro)
Autori del volume sono Stefano e Corienne Ananda, coppia tantrica che a partire dagli anni Novanta ha iniziato il proprio percorso di ricerca e crescita spirituale continuando ad approfondire questa disciplina con l’aiuto di maestri, lo studio, l’esercitazione personale e numerosi soggiorni in India. Da anni insegnano Yoga e Tantra nella loro scuola Tantrayoga a Bologna e in altre città italiane, e il loro sito www.tantraitalia.it è attualmente uno dei più visitati sull’argomento. Sono proprio Stefano – che è anche trainer olistico – e Corienne - che lavora come psicologa psicoterapeuta a indirizzo transpersonale - a spiegare i grandi vantaggi della disciplina tantrica, specialmente in termini di intesa sentimentale e sessuale.

Perché le coppie di oggi entrano in crisi?
«I motivi sono tanti, ma il principale è la mancanza di conoscenza reciproca: l’uomo non conosce il modo di amare e la sessualità della donna, e viceversa. Esiste inoltre una grande confusione sui ruoli e sulle responsabilità all’interno della coppia».

In che modo il tantra può diventare una via sessuale particolarmente adatta alle coppie del nuovo Millennio?
«Perché insegna molte tecniche per migliorare la vita sessuale, ed è adatto a qualsiasi coppia. Non è necessario essere “superuomini “o “superdonne” per applicarlo».

Si può parlare di una sessualità "spirituale"?
«Certamente e questo principio è alla base; l’energia sessuale nel Tantra non è fine a se stessa, ma viene utilizzata per la propria crescita su tutti i livelli: fisico, mentale, emozionale e spirituale».

Che tipo di benefici può apportare il tantra alla mascolinità?
«Aiuta l’uomo a sviluppare la propria energia maschile e a diventare più cosciente e presente».

E alla femminilità?
«Aiuta la donna a sviluppare la propria energia femminile, ad amarsi di più e a riconnettersi con il suo stato di Dea. Nel Tantra la donna è infatti considerata ” la suprema iniziatrice”, dotata di natura divina, e per questo motivo degna di vera e propria adorazione da parte dal suo amato. La donna inoltre è il potere creatore per eccellenza, in quanto dona la vita».

Universo tantrico e universo tecnologico: apparentemente sembrano in antitesi. Esistono invece dei trait d'union?
«Più che tra Tantra e Tecnologia, esistono molte connessioni tra Tantra e Scienza. La disciplina tantrica, infatti, ha un approccio scientifico e molti principi che sono alla sua base sono stati recentemente dimostrati dalla fisica quantistica. Per esempio il Tantra afferma che l’universo è pura coscienza, connessa costantemente in tempo reale. E questa possibilità di “connettersi in tempo reale” da una parte all’altra dell’universo è stata dimostrata recentemente dall’ “Entanglement Quantistico”».

Qual è il requisito fondamentale per approcciarsi nel modo giusto al tantra?
«Avere una mente aperta. Ai nostri corsi abbiamo sempre una grande varietà di partecipanti... Inoltre è importante essere curiosi e sapere amare sinceramente».

Un semplice ma significativo esercizio da mettere in pratica?

«Nel libro Amore e Tantra ne abbiamo inseriti diversi e, fra di essi, uno semplice da riprodurre ma molto importante per migliorare la nostra sessualità è quello relativo alle contrazioni dell’ano, che agiscono sul muscolo pubo-coccigeo, il più importante muscolo sessuale che abbiamo. Funziona in questo modo : contrarre e rilassare velocemente il muscolo dell’ano, mantenendo la contrazione per 1 o 2 secondi e rilasciando per 1 secondo. Se ne eseguono 50 al giorno, riposandosi per qualche secondo dopo ogni 10».

Da un punto di vista sessuale, il tantra può aprire le porte a...
«Un grande miglioramento nella vita sessuale di coppia e - se si è fortunati - alla possibilità di raggiungere veri e propri stati di estasi. Per questo motivo il Tantra è chiamato appunto “la via dell’estasi”. Un approfondimento su questo tema lo si può trovare sul nostro sito www.tantraitalia.it».



giovedì 19 marzo 2015

Come fare sesso al top nell’era digitale

La risposta è semplice: premendo il tasto “spegni” di tablet e smartphone. Sono loro i killer della passione, il terzo incomodo in camera da letto. Una ricerca inglese e un video realizzato da Durex mettono in luce la minaccia tecnologica che sta influenzando la qualità delle relazioni sessuali. All’estero e ora anche in Italia



Newfangled Pinup by the photographers of Phlearn
Iperconnessi e sessualmente insoddisfatti.  Succede a una percentuale sempre più alta  - e sempre più preoccupante - di coppie. Lo rivela una nuova ricerca inglese condotta per Durex dalla Durham University, dalla quale è emerso che il 40% del campione intervistato ritarda volontariamente il rapporto sessuale per dedicarsi all’utilizzo di dispositivi tecnologici, in gran parte smarthphone e tablet.
E non solo. Un terzo degli intervistati ha inoltre rivelato di aver risposto al telefono cellulare durante un rapporto intimo. 

 Quella che era già una malsana abitudine dell’ultimo decennio sembra essersi trasformata, nell’arco di poco tempo, in un fenomeno sociale dalle dimensioni sempre più preoccupanti. A farne le spese è ovviamente la relazione di coppia, insieme al livello di soddisfazione reciproca poiché, come spiega Mark McCormack, co-direttore del Centre for Sex, Gender and Sexuality della Durham University, «al giorno d’oggi la tecnologia influenza le relazioni a livello molto profondo. Ha fatto la sua strada in camera da letto in più modi, spesso con vantaggi, ma anche condizionando in modo potenzialmente negativo i rapporti, in quanto causa di frustrazione e tensione tali da invadere l’attività sessuale».

Le cifre inducono a riflettere: rispetto al 2000, il 20% delle coppie ha ridotto l’attività erotica e addirittura il 53% del campione si ritiene insoddisfatto della propria vita sessuale.
Anche in Italia il fenomeno sta assumendo proporzioni non indifferenti: con pc e cellulari accesi ad oltranza, la frequenza dei rapporti sessuali è calata fino al 70% in meno.  E sono soprattutto donne le “vittime” della dipendenza dallo smartphone: quasi il 29% usa il cellulare persino durante un rapporto, nel 12% dei casi per rispondere a una chiamata, nel 10% per leggere un sms (su telefono, Facebook o WhatsApp) e nel 5% per visitare la propria pagina di Facebook.


Non stupisce che gli esperti evidenzino le loro preoccupazioni riguardo l’intesa di coppia: «Lo strumento tecnologico rappresenta il terzo incomodo, un amante invisibile, vero è proprio killer della passione e dell’interesse erotico», spiega Laura Rivolta, Psicologa e Psicoterapeuta Specializzata in Sessulogia Clinica e in Terapia Sistematica Relazionale. «Il 30% degli uomini italiani posticipano il momento di coricarsi in quanto impegnati su mouse e tastiere del proprio PC, tablet o smartphone, mentre il 43% delle donne non si separa dal telefonino nemmeno sotto le lenzuola». Non è dunque un caso che il 35% delle femmine e il 29% dei maschi italiani giudichi insoddisfacente la propria vita intima.


Proprio per invitare a ritrovare l’intimità col partner, Durex, da sempre impegnata a divulgare l’importanza di una vita sessuale vissuta con reurn off to turn onsponsabilità e nel segno del benessere, ha realizzato un video ad hoc, il cui claim è appunto Turn off to turn on con il proposito di esortare le coppie a compiere “un passo indietro”, premere il tasto di spegnimento, chiudere la porta della camera da letto lasciando fuori la tecnologia, tornare a dedicare tempo esclusivo al dialogo intimo, al gioco a due, ai preliminari che riscaldano il rapporto.
È questo, oggi, il modo più efficace per migliorare la propria vita erotica, rilanciare l’eros sotto le lenzuola, riportare la soddisfazione ai livelli primordiali.

Come fare sesso al top nell’era digitale? Spegnete i cellulari e accendete la passione, quindi. Una nuova vita sessuale, più intensa e appagante, è possibile.

venerdì 6 marzo 2015

Porno, adesso si cambia

Il porno è un discorso. Un discorso sulla sessualità, sulla mascolinità, sulla femminilità. Un discorso che - complice la Rete – sta diventando l’educazione sessuale di oggi. Per questo è giunto il momento che il porno cambi. All’ultima edizione del TEDx di Vienna, la regista di film hard Erika Lust spezza luoghi comuni, rivoluziona la visione degli adult movies, punta su un nuovo concetto di pornografia: femminile e responsabile

(This article includes an English translation below)


Erika Lust durante il suo intervento al TEDx di Vienna
"Il sesso è una cosa sporca? Solo se fatto nel modo giusto". Se Woody Allen fosse stato una donna e avesse scelto di dirigere film per adulti, il suo nome sarebbe probabilmente stato Erika Lust.
Tra l'iconico cineasta statunitense e l'avanguardista regista svedese di adult movies la liaison è cerebrale, l’attenzione è per un’autentica visione psicologica (non solo fisica) della sessualità umana.
Ma cosa vuol dire, quindi “sesso fatto nel modo giusto”? Sicuramente un sesso appassionato, disinibito, divertente, curioso, sano, sincero. Nel modo in lo si vive e, soprattutto, nel modo in cui lo si rappresenta. Per Erika Lust raccontare il sesso in maniera esplicita ma autentica, vigorosa ma con una profonda riflessione psicologica, è ormai una mission.
«Sono passata dallo studiare Scienze Politiche e Studi di Genere in Svezia a essere una regista femminista di film per adulti a Barcellona. Gli ultimi 15 anni della mia vita sono stati un viaggio fantastico! Un viaggio fantastico dal sentirmi sporca e in colpa guardando il porno al creare il tipo di cinema per adulti che io voglio guardare».

L’ultima edizione del TEDx di Vienna - la “brain spa” dove ci si immerge in nuove idee ed esperienze - è stata per lei l’occasione giusta per lanciare un’attenta riflessione sugli adult movies, sulla loro impostazione e sul loro messaggio univoco e fuorviante rispetto alla realtà delle relazioni sessuali. Sulla possibilità, soprattutto, di voltare pagina e puntare a una nuova idea di pornografia. «Il porno non è soltanto porno. Il porno è un discorso. Un discorso sulla sessualità, sulla mascolinità, sulla femminilità e sul ruolo che abbiamo. E mi sono resa conto che gli unici a partecipare al discorso pornografico sono gli uomini».

Ovunque oggi si discute del ruolo della donna, tranne che nell’industria pornografica, evidenzia la regista originaria del primo paese al mondo ad aver reso obbligatoria l’educazione sessuale nelle scuole.
«Abbiamo bisogno di donne in ruoli dirigenziali. Abbiamo bisogno di donne produttrici, registe, sceneggiatrici. Abbiamo bisogno di donne dietro la telecamera. Ho capito che l’associazione con la parola “porno” è qualcosa di basso, scadente, sporco. Ma io volevo diventare una regista non una pornografa, una regista che esplora la bellezza del sesso da una prospettiva diversa: una prospettiva femminile».

E c’è di più. Perché non tutti sanno che una ricerca su quattro su Google punta al pornografico.
«Siete consapevoli del fatto che gli adolescenti - i nostri figli - guardano il porno on line prima ancora di avere esperienze sessuali? Il porno è l’educazione sessuale odierna e sta influenzando la nostra sessualità. E qual è la fonte di ispirazione dei nostri ragazzini? Un porno scadente, sbagliato, maschilista. Ecco perché è arrivato il momento che il porno cambi».

I contenuti per adulti hanno sì il potere di eccitare, ma anche quello di educare e ispirare. Per questo è fondamentale riflettere sulla qualità e sul messaggio che trasmettono.
«Credo fermamente che il compito della nostra generazione sia quello di riconsiderare il concetto di pornografia. Non fraintendetemi : il sesso può continuare a essere “sporco”. Ma i valori devono essere puliti».


A new way for porn

Porn is a discourse. A discourse about sexuality, masculinity and femininity. A discourse that - because of the Net - is becoming  today sex education. This is why it's time for porn to change. At the latest edition of TEDx in Vienna, the film director Erika Lust breaks clichés, revolutionizes the vision of adult movies, relies on a new concept of pornography: more feminine and responsible


“Is sex dirty? Only when it's being done right!" If Woody Allen was a woman who had chosen to direct adult movies, his name would probably be Erika Lust. The liaison between the iconic American film-maker and the avant-garde Swedish director of adult movies is the mind, and their study is a genuine psychological view (not just physical) about human sexuality. But what does it mean, "doing the right sex"? Definitely, it means doing a passionate, uninhibited, funny, curious, healthy, sincere sex. In the way you live, and in the way it is shown. For Erika Lust telling about sex in an explicitly but authentic way, in a vigorous way but with a deep psychological reflection, is a real mission. «I went from being astudying Political Science and Gender Studies graduated in Sweden to a feminist adult films director in Barcelona. The last 15 years of my life have been an amazing trip. An amazing journey from feeling dirty and guilty for watching porn to create an adult cinema that I want to watch».

The latest edition of TEDx Vienna - the "brain spa" where you can immerse in new ideas and experiences - has given her the opportunity to launch a careful reflection on adult movies, their setting and their unique and misleading message with respect to the real sexual relationships. The opportunity, above all, to turn the page and point to a new idea of pornography. «Porn is not just porn. Porn is a discourse. A discourse about sexuality, masculinity, femininity and about the role we play. I realized that the only ones that who participate in the discourse of pornoghaphy are men. Men with little less intelligence».

Everywhere the role of women is under debate, except in the porn industry: this is what the film director - born in the first country in the world to make sex mandatory in schools - highlights. «We need women in leadership role. We need women as producers, as directors, as screeptwriters. We need women behind the camera. I understand the association with the word "porn" is low, dirt, smut, low culture. But I wanted to become a filmmaker not a pornographer, a filmmaker exploring the beauty of sex from a different perspective: from a female perspective».

And there's more. Because very few know that every four search requests, one is someone googling for porn. «Are you aware that teenagers - our children - are watching porn on line before they even have sex? Porn is stoday sex education today and is impacting on a gender education. And what is our children' source of inspiration? Bag, wrong, sciovinistic sex. This is why it's time for porn to change».

Adult content has of course the power to arouse, but they have also to educate and inspire. This is why it is extremely important to reflect on the quality and the message that is going to be broadcasted. «I realized that  our generation's responsibility is reconsider pornography. Don't get me wrong: sex can stay dirty. But the values have to be clean».


mercoledì 11 febbraio 2015

Gli italiani scoprono i sex toys

Un nuovo sondaggio condotto da Lelo fotografa i cambiamenti delle abitudini sessuali in 30 Paesi. In Italia cresce la soddisfazione sotto le lenzuola e anche la familiarità con gli accessori erotici: non sono più un tabù. Ma al Sud c’è ancora diffidenza…


 

Photo: Courtesy of Lelo
 Gli esperti ne sono sicuri: il 2015 sarà l’anno della svolta. Dopo anni e anni di battaglie, censure, estremismi e silenzi cadranno anche gli ultimi tabù sul fronte della comunicazione sessuale. Con più disinvoltura ci scambieremo fantasie, disagi, desideri, sapremo basare le relazioni su una maggiore confidenza sessuale, impareremo a sviluppare il nostro potenziale erotico, senza timore di essere giudicati. Risultato: migliorerà il nostro livello di benessere sessuale, grazie proprio a una maggiore capacità di comunicare apertamente con il partner.

Non per nulla, negli ultimi 5 anni si è assistito a un significativo cambiamento nel mondo della sessualità. Come rivela Lelo, azienda svedese leader nella produzione di sex toys, impegnata nella realizzazione di un sondaggio annuale che fotografa i comportamenti sessuali in 30 paesi, e che ha visto la partecipazione di circa 50.000 persone (per partecipare all’edizione 2015 del survey basta accedere qui: http://it.lelo.com/survey ).

L’ultimo in ordine di tempo, relativo al 2014, descrive un’Italia in fase di trasformazione, con percentuali che si avvicinano a quelle del resto del mondo, seppur con ancora qualche gap nelle regioni meridionali.
A livello complessivo, l’83% delle donne intervistate afferma di sentirsi libera di comunicare al partner le proprie preferenze a letto, un dato che registra un considerevole aumento rispetto al 63% del 2009. In Italia, la percentuale si assesta sul 74%.

Rispetto al 38% del 2011, il 74% dei partecipanti attuali si dichiara inoltre aperto all’eventualità di possedere un sex toy. In questo caso specifico, l’Italia rivela però delle differenze significative tra Nord e Sud: nelle regioni settentrionali  il 71% degli intervistati si dimostra disponibile all’idea di possedere o acquistare un sex toys, mentre in quelle meridionali solo il 58%. La media nazionale si attesta quindi sul 65%.
Nel 2014, però, quasi il 50% degli intervistati si sentirebbe a proprio agio nel regalare un sex toy a un familiare, rispetto al solo 7% del 2011.

Sul fronte della soddisfazione  a letto gli Italiani offrono inoltre un quadro ben più positivo rispetto al passato: l’81% dei partecipanti si definisce sessualmente soddisfatto rispetto a meno del 70% nel 2013.
Anche in questo caso, emerge qualche differenza significative tra Nord e Sud: nelle regioni settentrionali gli italiani fanno meno sesso, ma ne parlano con più disinvoltura, mentre in quelle meridionali sono più passionali ma si parla meno o con più imbarazzo.

«I tabù stanno quasi definitivamente scomparendo», è il commento di Steve Thomson, responsabile del Global Marketing di Lelo, sui dati generali del survey. «La trilogia delle Sfumature ha esposto i lettori a una sottocultura vibrante di accesa sensualità, incline a realizzare i desideri più reconditi. Ma il 2015 sarà l’anno che scoperchierà la scatola dei tabù».