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giovedì 17 marzo 2016

Quando la dominatrice è come una terapia

Gli uomini le confidano desideri proibiti e fantasie disattese dalle compagne. E lei bacchetta tutte quelle donne che non accettano i gusti un po’ particolari dei loro partner. A tu per tu con Red Lily. Che rivela: “Un'icona storica della dominazione da cui prendere esempio? La regina Cleopatra”


Red Lily sarà da ZouZou a Roma il 23 marzo
Prendere il controllo, dettare le regole, decidere cosa fare e come farlo. E ancora: assumersi la responsabilità di dirigere il gioco, esplorarne i lati estremi. Ma a una sola condizione: che vi sia totale coscienza da parte di chi “cede il potere” di ciò che sta avvenendo. In un rapporto di scambio limpido e con limiti ben precisi, dettati sempre da chi decide di sottomettersi. «È questa la sottile differenza tra gioco e abuso», precisa Red Lily, 34 anni, dominatrice da quando ne aveva 26 e oggi fra le più quotate performer della scena BDSM italiana.
Un nickname ispirato a un fiore di origine australiana - lo stesso del sacro loto della tradizione buddista - che evoca concentrazione, pragmaticità, capacità di vivere il presente restando con i piedi per terra. Un fiore “psichico” che stimola il coinvolgimento spirituale e riequilibra piano materiale e piano ascetico.
Perché è proprio questo che, durante un’esperienza di BDSM, l’essere dominati può aiutare a compiere: un bilanciamento emotivo, una valorizzazione del senso della misura, un recupero dell’equilibrio mente-corpo partendo proprio dal suo opposto: le sensazioni estreme sulla pelle. E nelle emozioni.

Di pratiche come il bondage, lo spanking, i giochi di ruolo e il feticismo Red Lily parlerà mercoledì 23 Marzo in una serata dedicata all’erotismo estremo nella boutique romana ZouZou. L’appuntamento Fifty Shades But Grey, al quale interverrà anche un’esperta sessuologa, avrà proprio l’intento di sdoganare i falsi miti, i tabù e la cattiva informazione. A favore del gioco e della sperimentazione di copiia, per conoscere nuove sensazioni e sublimare il piacere.

Red Lily sarà da ZouZou a Roma il 23 marzo
Ma cosa vuol dire dominare? «Per qualcuno è un’indole precisa ed è rappresentativo del modo di vivere. Ci sono persone dominanti nella vita di tutti i giorni e sottomesse nella sfera privata, dove preferiscono lasciare in mano al partner il potere. Oppure ci sono i dominanti che lo sono sempre e quelli che lo scoprono col tempo, sentendosi attratti da questo genere di esperienza».

In fondo, se vissuta in maniera sana, la dominazione BDSM può anche influire positivamente sul carattere di una persona. «C’è un percorso che non spersonalizza bensì mette in condizione di scoprire altre parti di sé e a viverle a 360 gradi. Ci sono tante persone che hanno desideri erotici particolari, che vorrebbero fare esperienze inedite, più trasgressive, ma fanno fatica a parlarne in modo esplicito, anche all’interno di un tradizionale rapporto di coppia. Sono soprattutto gli uomini con desiderio di sottomissione che si nascondono di più, perché temono di non essere accettati dalla partner, e finiscono col vivere questa fantasia al di fuori della coppia. Succede a causa dei soliti, infondati luoghi comuni: “l’uomo che si fa sottomettere è un debole”. In realtà, molti uomini sono affascinati dalla figura di una donna dominatrice, ma lo nascondono e finiscono spesso col portare avanti due relazioni diverse: una ufficiale-tradizionale e una ufficiosa-trasgressiva».

Quale potrebbe essere allora il consiglio da dare a tutte le donne? «Sforzatevi di superare certi blocchi psicologici e lasciatevi andare maggiormente nell'intimità. Ascoltate i desideri del vostro compagno, senza giudicarlo severamente. Conosco uomini che lamentano il fatto di avere “gusti un po’ particolari”, per esempio di essere feticisti dei piedi, ma di non poter esprimere questi desideri perché le loro compagne li rifiutano. Casi sorprendentemente diffusi in Italia, che appaiono quasi paradossali se pensiamo che la società in cui si vive oggi tende a mettere il sesso dappertutto, anche in contesti non proprio pertinenti!».

Red Lily
Ci sono nella storia figure femminili che possono essere considerate delle icone della dominazione da cui prendere ispirazione? «Cleopatra è decisamente la mistress numero uno della storia! Con i suoi bagni nel latte, le cure estetiche, ma anche la gestione dei rapporti maschili. Non è mai stata una regina sottomessa all’uomo!».

Se impostati nel modo giusto, i rapporti BDSM possono anche risultare un’esperienza molto interessante per la coppia, capace di dare verve e stimolo a una relazione. «Il vantaggio da non dimenticare è che esiste sempre una “safe word”, una parola di sicurezza che permette di interrompere un gioco particolarmente audace o un’azione che sta diventando sgradevole. Pensate che sogno sarebbe se una “safe word” da usare anche nelle relazioni in generale, e non soltanto nei giochi sadomaso!».

martedì 14 luglio 2015

Bondage: l’essenza, l’obiettivo, la sicurezza

La sensualità è anche un fatto di “giuste corde”, di legami speciali, di strette connessioni. Come quelle che si instaurano tra i corpi (e le menti) nella pratica del bondage e dello shibari, la sua versione giapponese. Ma come essere certi di eseguire le legature in modo sicuro e senza correre rischi? C’è una nuova guida on line elaborata da La Quarta Corda di Firenze



Lady Gaga fotografata da Nobuyoshi Araki
Fiducia, confidenza, intimità. Ma soprattutto: abilità, prudenza e competenza. Sono alcuni degli elementi chiave di una pratica - quella del bondage - che nell’immaginario erotico collettivo è sempre più diffusa. Non sempre, però, in modo sano e appropriato. La scarsa informazione sul fronte della sicurezza rende bondage e shibari – la sua versione giapponese – un possibile rischio se lo si esercita improvvisando e al tempo stesso un cliché di presunta pericolosità se non lo si conosce e ci si affida a molti luoghi comuni alimentati in molti casi dai media.

Al di là dell’aspetto estremo di questa pratica, che ha origini molto antiche – era il metodo usato dai guerrieri giapponesi e dai samurai per legare e bloccare i prigionieri, ripreso poi in chiave sensuale nel teatro kabuki e nelle immagini delle stampe ukiyo-e – il bondage non è necessariamente associabile all’atto sessuale in sé, ma può rappresentare un modo “alternativo” per creare un’atmosfera sensuale durante i preliminari o un gioco all'interno della coppia che stimola i sensi è l’immaginazione. Il piacere, in questo caso, per chi si lascia legare consiste nell’emozione che si prova nel donarsi a un’altra persona e per chi lega, nel ricevere in dono la libertà e la fiducia di un’altra persona e prendersene cura.

«In questo senso, potremmo considerare il bondage un "arricchimento" per la sessualità», spiega Andrea de La Quarta Corda, rigger professionista e insegnante di shibari. «È una pratica che ti fa entrare in contatto con l’altro in un modo diverso dal solito. L’immobilizzare e l’essere immobilizzati mette infatti in atto dei meccanismi profondi che ci toccano in maniera particolare; ad esempio per chi viene legato cedere parte della propria libertà ed essere immobilizzato e controllato da un’altra persona significa darsi il permesso di abbandonarsi all’altro, di mostrarsi vulnerabile e di riscoprire insieme una sensualità a volte dimenticata, fatta di vicinanza, lentezza, intimità».

Qual è “il bello del bondage”?
«ll bondage fa riferimento ad un’idea di sessualità dalle mille sfaccettature, più ampia di quella a cui siamo abituati a pensare, in un misto di erotismo, affettività, abbandono, controllo, piacere visivo, sensazioni tattili, immobilizzazione, libertà. Il bello del bondage è che ognuno può trovare la dimensione che gli è più congeniale: legare, essere legati, preferire un approccio deciso o dolce, energico o carezzevole. Può piacere oppure no, ma il bondage non è qualcosa di negativo o violento, come spesso lo presentano i media; non significa ridurre il sesso a questa unica attività ma aumentare le possibilità di gioco all’interno della coppia».

Foto di Nobuyoshi Araki
Che differenza c'è tra bondage occidentale e shibari, la versione giapponese?
«Sono due modi di legare diversi. Oltre a tecniche differenti lo shibari ha criteri estetici più complessi del bondage occidentale. Non solo: il bondage giapponese dà estrema importanza a elementi – emotivi e emozionali – poco appariscenti, ma che fanno la differenza tra una legatura intensa e una banale, come la connessione energetica tra chi lega e chi viene legato, l’aspetto della sofferenza e dell’imbarazzo, l’empatia. Nello shibari l’importante non è la legatura finale, ma il cammino che si è compiuto insieme per realizzarla».

Quanto interesse si riscontra attualmente per queste pratiche?
«Molto. Ai miei corsi arrivano coppie di ogni età, sesso e orientamento sessuale. La coppia più giovane che ho incontrato aveva una ventina d’anni mentre dal versante opposto ho avuto anche una coppia di sessantacinquenni. Ho incontrato quasi sempre persone piacevoli e l’atmosfera che si crea a lezione è sempre molto informale e accogliente. Purtroppo, in Italia non c’è molta cultura a questo proposito e se da una parte l’argomento bondage è sulla bocca di tutte ed è ormai stato sdoganato, dall’altro manca ancora una conoscenza più approfondita che permetta di capire se una legatura è fatta bene oppure no o di poter apprezzare i particolari stilistici di una foto o di una performance, senza prendere per buono tutto quello che si vede».

La Quarta Corda ha pubblicato una versione aggiornata delle “Linee guida sulla sicurezza nel bondage”. È importante conoscerne bene i rischi sin dall’inizio oppure il gioco diventa pericoloso solo quando si affrontano pratiche più complesse?
«Ho preparato questo libretto proprio per fornire alcune importanti informazioni soprattutto a chi muove i primi passi nel bondage; è forse l’unica risorsa in italiano così completa e per chi fosse interessato è disponibile gratuitamente a questo link: http://www.laquartacorda.it/sicurezza.pdf
È fondamentale infatti conoscere e mettere in atto le regole di sicurezza sin dai primi passi con le corde, quando si fanno cose più semplici ma si è anche meno esperti. Tutte le attività umane hanno dei rischi, soprattutto se affrontate in maniera irresponsabile o improvvisata; con le corde sono successi degli imprevisti anche con legature di livello base perché ad esempio chi legava non sapeva che una corda messa in un certo modo poteva comprimere significativamente un nervo.
Non si tratta di fare dell’allarmismo: in fondo informarsi sulla sicurezza ed essere responsabili non richiede sforzo e mette al sicuro da incidenti, rendendo anche il gioco più piacevole!».

Qualche esempio di approccio iniziale sbagliato?
«A volte vedo persone che senza la necessaria esperienza si mettono a fare sospensioni anche complesse, allievi che dopo qualche ora di lezione pensano di poter fare performance o addirittura di tenere corsi, autodidatti che studiano solo su tutorial online; tutto questo oltre ad aumentare il rischio di incidenti fa sì che il livello qualitativo rimanga basso».

Foto di Nobuyoshi Araki
Quanto impegno richiede imparare questa pratica? Un solo workshop può essere sufficiente?
«In un workshop base si imparano le legature fondamentali e con esse ci si può già divertire a lungo; se poi si vuole proseguire il proprio cammino di scoperta del bondage giapponese si possono frequentare corsi intermedi o avanzati. Come in tutte le cose non si finisce mai di imparare. Quello che però più conta è la pratica regolare, le prove, il gioco, la ricerca di informazioni online o su libri, la partecipazione ad eventi; se si va ad un corso e poi non si toccano più le corde è completamente inutile averlo fatto!».

Prossimi appuntamenti in programma?
«I workshop organizzati dall’associazione riprenderanno dopo l’estate con Firenze, Torino, Genova, Padova e Rimini. Ma c’è anche una speciale collaborazione con La Valigia Rossa, progetto tutto al femminile che organizza eventi e riunioni private in cui parlare di benessere sessuale per la donna e per la coppia. Tra i prodotti che vengono presentati c’è anche la possibilità di prenotare una lezione privata di shibari con La quarta corda. Il progetto prevede inoltre di organizzare incontri e corsi in diverse città d’Italia per diffondere il bondage giapponese. Quando dicevo che può essere inteso come un “arricchimento della coppia” intendevo anche questo: può essere utile e importante mostrare la bellezza del “fare corde” e trasmettere l’idea che lo shibari non sia uno spettacolo da circo, ma una passione da affrontare con impegno e che può dare molto a chi la pratica».

sabato 4 aprile 2015

Il glamorous Burlesque di Grace Hall

I suoi show sono un concentrato di fascino rétro, sensualità raffinata, talento artistico. Attrice, cantante, regista, produttrice, presentatrice, trainer e direttrice artistica di una scuola di formazione sul genere, è considerata La Regina Italiana del Burlesque. Dai prossimi giorni la vedremo esibirsi sui maggiori palcoscenici italiani, prima di partire per un tour internazionale. Con The Sexplorer fa il punto sui must have di questa professione

(This article includes an English translation below)

Photo: Tonino Semeraro
Più che spettacoli, le sue performance sono vere e proprie “glamour experience” . Raffinati show che catalizzano l’attenzione del pubblico immergendolo nelle magiche atmosfere del Cabaret e del Cinematografo degli anni ’40 e '50, tra costumi sfavillanti e corsetti, guêpière e paillettes, bijoux ed enormi ventagli.  Artista poliedrica, attrice, cantante, regista, produttrice e presentatrice (è stata madrina e conduttrice del Main stage del Summer Jamboree Festival  per ben due edizioni consecutive nel 2013 e nel 2014), dal 2009 – anno del suo debutto – si esibisce a livello internazionale partecipando ai più prestigiosi eventi, festival e teatri tra Europa, Canada e Stati Uniti.

I suoi punti di forza? Grazia e cultura, fascino e garbo, ma soprattutto una solida formazione nella recitazione, nel ballo, nel canto e nella musica che la rendono una delle poche protagoniste del Burlesque al mondo, in grado di proporre performance artistiche di altissimo livello e qualità.
Oltre a una lunga esperienza come attrice professionista (è conosciuta anche sulla scena teatrale, televisiva e cinematografica con il nome Emma Nitti) Grace Hall vanta prestigiose collaborazioni nazionali e internazionali con personaggi del calibro di Abel Ferrara, Gabriele Muccino, Gigi Proietti, Juliette Binoche, Paolo Virzì, Francesco Maria Dominedò.

La ragione di questa sua duplice vocazione artistica? «Da attrice si dipende da troppe dinamiche che non si possono controllare. Nel Burlesque sono io a inventare il mio mondo,  il mio spettacolo e a gestire la mia carriera a tutto tondo».

Photo: Bob Debris
Per dare risalto all’arte del Burlesque, Grace sta attualmente lavorando a un documentario con l’obiettivo di offrirne gli aspetti più brillanti e variegati, a dispetto di cliché e stereotipi. Con la scrittura dei Diari di Grace Hall (un progetto editoriale legato ai Diari di Casanova) dà spazio, invece, al mondo dell’arte connesso a quello dell’erotismo, per sensibilizzare al concetto di Seduzione come Arte e di Arte come forma di Seduzione.
Ma è soffermandosi sul suo ruolo di trainer e direttrice artistica della scuola di formazione Il Tempio del Burlesque che fa il punto sulle opportunità, le sfide e i capisaldi di questo genere artistico.

Che caratteristiche deve avere, sul palcoscenico, una Burlesque performer?
«Padronanza del corpo nello spazio scenico, energia e uno stile unico».

Si parla di "dialettica del Teasing". Cos'è esattamente?
«Quel filo rosso che dobbiamo instaurare con il nostro pubblico, coinvolgendolo, stuzzicandolo. E questa dialettica si può declinare in mille modi: nel provocare, ammiccare, sedurre, nel creare delle attese che si può scegliere se assecondare o deludere. È seduzione come l’intende Jean Braudrillard: "La seduzione non si basa sul desiderio o sull’attrazione: tutto questo è volgare meccanica e fisica carnale, nulla di interessante. Certo, il fascino della seduzione passa attraverso l’attrattiva del sesso. Ma propriamente, vi passa attraverso, la trascende. Per la seduzione infatti, il desiderio non è un fine, ma un’ipotetica posta in gioco. Anzi, più precisamente, la posta in gioco è provocare e deludere il desiderio, la cui unica verità è brillare e restare deluso"».

Cosa si impara nella scuola Il Tempio del Burlesque?

«Ad accettarsi, riconoscere il proprio potenziale e un linguaggio del corpo più consapevole».

Il Burlesque aiuta a sviluppare maggiore sensualità?
«Raggiungendo più padronanza in questo gioco leggero con la propria femminilità, si diventa più sicure di sé e quindi più “interessanti" agli occhi degli altri».

Aiuta anche nel privato a migliorare il proprio rapporto con l'altro sesso?
«Assolutamente sì: se impariamo ad accettare e amare noi stesse ci ameranno anche gli altri».
Photo: Nicola Berardi

Un corso speciale o esclusivo che la scuola propone?

«Sensibilizzazione del corpo con un suo risveglio graduale passando per esercizi di biomeccanica, yoga e metodo Strasberg. Un mix che ho costruito con anni di formazione passati nel teatro classico, tra Commedia dell'Arte, Living Theatre, e cimentandomi in danze sacre di Gurdjeff ed euritmia di Rudolf Steiner. Direi che tutto questo è davvero molto speciale ed unico».

Quanto durano i corsi e che prezzo hanno? «Propongo diverse formule… Si possono acquistare pacchetti di ore, lezioni private, corsi intensivi e poi c'è il corso annuale con appuntamento settimanale».

In Italia com’è cambiato (e cresciuto) negli anni l’interesse per questo genere?
«Sono finalmente nate o si sono rafforzate molte realtà che divulgano questo genere di intrattenimento di qualità e la gente sta finalmente comprendendo la vera essenza del Burlesque, con tutti i suoi colori e sfumature. C’è stato un periodo, qualche anno fa, in cui andava molto di moda e tutte si improvvisavano ballerine di Burlesque, senza nessuna  preparazione adeguata! Quello che si vedeva spesso sul palco rasentava il ridicolo e il grottesco (nella sua accezione peggiore!).Ora per fortuna, dopo una selezione naturale, nella nostra Penisola c’è una bella scena fatta da professioniste vere e preparate. Il Burlesque viene richiesto anche per eventi privati, di prestigio, per accompagnare cene di gala o eventi esclusivi. Io mi esibisco soprattutto in occasioni di questo genere, trascurando occasioni pubbliche se non sono più che valorizzanti».

Che differenze ci sono con il panorama internazionale?
«All'estero ho incontrato più complicità e voglia di collaborare e di sostenersi a vicenda. Ogni performer o produttore va a supportare gli eventi degli altri. Qui ci sono diversi schieramenti, o sei con uno o sei con l'altro. Oppure, come me, sei un cane sciolto e puoi dare un po’ fastidio».

Qual è l’aspetto più difficile di questo lavoro?
«È ricoprire tanti ruoli in uno: regista, coreografa, costumista, tecnico luci e suono, la cura del proprio management. E nel mio caso anche della scuola».


Locandina evento Teatro Orfeo di Taranto
Prossimi appuntamenti in programma?
«Il 12 Aprile sarò con le mie girls al Teatro L'Aura di Roma per il secondo appuntamento di Grace's Tricks Revue, spettacolo di debutto delle mie allieve che accompagnerò anch'io sul palco. Il 22 Aprile, invece, debutterò con il mio nuovo spettacolo Cabaret Burlesque - da me anche prodotto - al Teatro Orfeo di Taranto. Seguiranno spettacoli nei maggiori teatri di Italia, mentre a Giugno partirò per il mio tour americano».

Qual è il segreto di bellezza delle Burlesque performers?
«Fare questo lavoro!».

Quali sono i requisiti indispensabili se si sogna di interpretare il Burlesque?
«Background di palcoscenico, confidenza con il proprio corpo, molta disciplina, volontà e una vena imprenditoriale. Puoi essere la più brava in assoluto, ma se non hai testa per gestirti, meglio lasciare stare. È un mondo per donne intraprendenti che sanno prendere in mano la propria vita».



Grace Hall, glamorous Burlesque

Her shows are a mix of rétro charm, refined sensuality, artistic talent. Actress, singer, director, producer, presenter, trainer and artistic director of a training school, she is considered the Queen of italian Burlesque. The next few days we will see her performances in the best Italian theatres, before starting her international  tour. With The Sexplorer she has investigated all the must-have this profession requires


Rather than simple shows, her performances are real "glamorous experience". Deluxe shows that catalyze public's attention by plunging people in the magical atmosphere of the Cabaret and the Cinema of the '40s and '50s, among glittering costumes and corsets, guêpière and sequins, jewels and huge fans.
Versatile artist, actress, singer, director, producer and presenter (she has been godmother and host at the Main stage of the Summer Jamboree Festival for two editions, in 2013 and 2014), since the year of her debut (2009) she performs internationally, taking part to the most prestigious events, festivals and theaters in Europe, Canada and the United States.

Her strengths? Grace and culture, charm and glamour, but also a solid training in acting, dancing, singing and music that make her one of the few stars of Burlesque in the world able to offer artistic performances of the highest level and quality. In addition to a long experience as a professional actress (she is also known on theater, cinema and tv with the name of Emma Nitti) Grace Hall boasts prestigious national and international collaborations with celeb such as Abel Ferrara, Gabriele Muccino, Gigi Proietti, Juliette Binoche, Paolo Virzì, Francesco Maria Dominedò.

The reason for this twofold artistic vocation? «As an actress, everything depends on too many dynamics that you cannot control. In the Burlesque world it's up to you inventing your world,  your show and managing your career in the round».
To emphasize the art of Burlesque, Grace is currently working on a documentary with the aim to offer its most brilliant and varied views, in spite of clichés and stereotypes. With writing Grace Hall's Diaries (a publishing project linked to Casanova's Diaries) she gives space, instead, to the world of art connected to eroticism, to raise awareness about the concept of Seduction as Art and Art as a form of Seduction . But it is by focusing on her role of trainer and artistic director at the School of Education The Temple of Burlesque that she makes the point about the opportunities, challenges and milestones of this artistic genre.

What kind of skills should a Burlesque performer have on the stage?
«Mastery of the body on the stage, energy and a unique style».

What is the meaning of "dialectic of Teasing"?
«That thread that we establish with our audience, teasing and involving it. And this dialectic can be declined in many ways: seducing, winking, creating expectations that you can choose whether to satisfy or disappoint. It is a kind of seduction that Jean Braudrillard has described this way: "Seduction is not based on the attraction or desire: this is vulgar mechanical and physical act, nothing interesting. Sure, the charm of seduction goes through the attraction of sex. But properly, it goes through it, transcends it. For seduction in fact, the desire is not an end, but a hypothetical stakes. More precisely, what is at stake is the desire to provoke and disappoint, whose only truth is to shine and to be disappointed».

What is it possible to learn at the school The Temple of Burlesque?
«To accept oneself, recognize personal potential and make body language more aware».

Does Burlesque help to develop greater sensuality?
«Of course, it happens by reaching more mastery in this soft game with your femininity: you become more confident and therefore more  interesting "in the eyes of others”».

Is it right to say that Burlesque also helps to improve our relationship with the opposite sex?
«Yes, absolutely! If we learn to accept and love ourselves we can also love the others in a better way».

Is there a real special course offered by the school?
«Awareness of the body with its own gradual awakening through biomechanical exercises, yoga and Strasberg method. A mix that I built through years of training spent in classical theater, including Commedia dell'Arte, Living Theatre, and venturing into the sacred dances of Gurdjieff and the Rudolf Steiner's eurythmy. I would say that this course is really very special and unique».

How long do the courses last and what is their price?
«I suggest several formulas ... You can buy packages of hours, private lessons, intensive courses, and then there is the annual course with weekly appointments».

How the interest about this genre through the years has changed and raised in Italy?
«Many quality realities were born or have strengthened and people are finally realizing the true essence of
Burlesque, with all its colors and shades. There was a time, some years ago, during which this genre was very fashionable and many people improvised Burlesque dancing, without any adequate preparation! What we saw on stage was often ridiculous and grotesque! Now, after a natural selection, in Italy there is a beautiful scene made by real professional performers. The Burlesque is also required for private events or exclusive dinner parties. I perform especially on occasions of this kind, neglecting public occasions if they are not very special».


What are the differences between the italian and international scene?
«Abroad, I found more complicity and desire to collaborate and support each other. Each performer or producer goes to support the others' events. Here in Italy, instead, there are several groups: you can be with one or with the other. Otherwise, like me, you're a maverick and you can give a little "annoyance"».

What is the most difficult aspect of this work?
«Playing so many roles in one: director, choreographer, costume designer, lights and sound technician, manager. And, in my case, there is also the school!».

Upcoming events?

«On April the 12nd, I will be with my girls at the Teatro L'Aura in Rome for the second appointment with Grace's Tricks Revue, the debut show of my students that I will follow on stage. On April the 22nd, instead, I will debut with my new show Cabaret Burlesque - I am also the producer - at the Teatro Orpheo inTaranto. After that, there will be other shows in major italian theaters, while in June I will leave for an American tour».

Which is the Burlesque performers' beauty secret?
«Doing this work!».

What are the needed skills if you dream to interpret the Burlesque?
«Knowledge of the stage, confidence with your body, a lot of discipline, and will and an entrepreneurial streak .You could be the cleverest of all, but if you have no head for managing yourself, it's better to forget it. It's a world for enterprising women who know how to take hold of their lives».
 

giovedì 12 marzo 2015

Love Sharing Show, fantasie erotiche in scena

All'edizione 2015 di Enotica, uno spettacolo indaga l’immaginario sessuale maschile e femminile. Sul palcoscenico romano, attori e spettatori esplorano con ironia condizionamenti ereditati dai mass media e desideri comuni inespressi

(This article includes an English translation below)

La locandina dell'edizione 2015 di Enotica
In principio fu il teatro immagine degli anni '70. Un teatro all’avanguardia, di contestazione. Un teatro che puntava a sovvertire i ruoli prestabiliti, infrangeva luoghi comuni, ridisegnava il concetto di “spettacolo” trasformandolo in performance ironiche o drammatiche, sempre dall’alto contenuto di critica sociale.
A quel genere di avanguardia teatrale - trascurata nel tempo e sostituita con messe in scena più tradizionali legate al teatro classico, alla commedia e soprattutto al grande musical – si ispirano Jasmin Cacciola e Valentina De Edoardo, autrici e performer di Love Sharing Show, spettacolo fra gli appuntamenti in cartellone a Enotica, il Festival del Vino e della Sensualità, in programma a Roma dal 13 al 15 marzo.  
Eros e ironia debuttano sul palcoscenico in una performance che coinvolge il pubblico, rendendolo al tempo stesso attore e regista stesso dello spettacolo.
«Ispirandoci all’idea di sensualità - che è appunto il tema di Enotica - abbiamo voluto“sondare” l’immaginario erotico che viene comunemente presentato dai mass media, ma che corrisponde a una minima parte di quello che realmente è», spiega Jasmin Cacciola.

Attraverso microscenette si analizzano gli stereotipi maschili e femminili e si affrontano argomenti spesso ignorati dai mass media. «Esortiamo il pubblico a superare quel senso di pudore che spesso si ha nell’ammettere le proprie fantasie, a volte considerate “perverse”, ma che in realtà rappresentano un immaginario comune».

Obiettivo: divertire, far giocare, parlare di erotismo, lanciare un messaggio. «Ci sono momenti suggestivi legati alla musica e all’atmosfera creata dal gioco di luci. Invitiamo il pubblico a chiudere gli occhi, lasciarsi ispirare dal mood, immaginare una scena, un piccolo filmato tratto dal loro immaginario. Anche noi immaginiamo la nostra, la raccontiamo e la facciamo interpretare da quattro attori che saranno con noi sul palco».

Dopo sarà la volta del pubblico: «Invitiamo le persone a salire sul palcoscenico facendo sì che la loro fantasia possa essere “recitata” in modo giocoso da altre persone. Anche servendosi, se necessario, di accessori come parrucche, lingerie, make up, disposti su un tavolo».

Uno spettacolo di “condivisione”, che non si esaurisce però nella mera rappresentazione ironica di un desiderio inespresso. «Al termine dello show, invitiamo i protagonisti a individuare le tre parole chiave di ogni fantasia, che sia assolutamente condivisibile e che dia voce a piacevoli emozioni».


 

The Love Sharing Show, sex fantasies on stage

Enotica 2015, in Rome, presents a new show that explores the erotic imagery with irony. Actors and spectators "will investigate" together constraints inherited from the mass media and unexpressed desires


Once upon a time the so called "image theatre" of the '70s. An avant-garde theater which aimed to subvert established roles, break clichés, redesign the concept of "show" turning it into ironic or dramatic performances, always full of social criticism. That kind of avant-garde theater - neglected over time and replaced with more traditional shows related to classical theater, comedy and especially to the great musicals - has inspired Jasmin Cacciola and Valentina De Edoardo, authors and performers of Love Sharing Show, one of the events scheduled at Enotica, the Wine and Sensuality Festival, to be held in Rome from 13 to 15 March.

Sex and irony debut on stage in a performance that involves the public and make it, at the same time, actor and director of the show itself. «Inspired from the idea of sensuality - which is precisely the theme of Enotica - we wanted to "sound out" the erotic imagery that is commonly presented by the mass media, but which corresponds just to a little expression of what it really is», says Jasmin Cacciola.

Through specific scenes they analyze erotic stereotypes and themes often ignored by the media. «We urge the public to overcome their sense of shame in admitting their own fantasies, sometimes seen as "perverse", but actually representing a common imaginary».

The aim is to entertain, play, talk about eroticism, send a message. «There are evocative moments related to music and to the atmosphere created by the lights. We invite our audience to close their eyes, to feel inspired by the atmosphere, and imagine a scene, a small clip taken from their fantasy. We imagine our own, too, and we make it played by four actors who will be with us on stage».

After that is the turn of the public: «We invite people to go on stage and let other people act their fantasies in a playful way. Even using, if necessary, accessories arranged on a table, like wigs, lingerie, makeup...».

A "sharing" show that does not end, however, in the simple ironic acting of unspoken desires. «At the end of the show, we invite actors to identify the three key words to every fantasy: they have to be absolutely shareable and rich of pleasant emotions».

venerdì 6 marzo 2015

Porno, adesso si cambia

Il porno è un discorso. Un discorso sulla sessualità, sulla mascolinità, sulla femminilità. Un discorso che - complice la Rete – sta diventando l’educazione sessuale di oggi. Per questo è giunto il momento che il porno cambi. All’ultima edizione del TEDx di Vienna, la regista di film hard Erika Lust spezza luoghi comuni, rivoluziona la visione degli adult movies, punta su un nuovo concetto di pornografia: femminile e responsabile

(This article includes an English translation below)


Erika Lust durante il suo intervento al TEDx di Vienna
"Il sesso è una cosa sporca? Solo se fatto nel modo giusto". Se Woody Allen fosse stato una donna e avesse scelto di dirigere film per adulti, il suo nome sarebbe probabilmente stato Erika Lust.
Tra l'iconico cineasta statunitense e l'avanguardista regista svedese di adult movies la liaison è cerebrale, l’attenzione è per un’autentica visione psicologica (non solo fisica) della sessualità umana.
Ma cosa vuol dire, quindi “sesso fatto nel modo giusto”? Sicuramente un sesso appassionato, disinibito, divertente, curioso, sano, sincero. Nel modo in lo si vive e, soprattutto, nel modo in cui lo si rappresenta. Per Erika Lust raccontare il sesso in maniera esplicita ma autentica, vigorosa ma con una profonda riflessione psicologica, è ormai una mission.
«Sono passata dallo studiare Scienze Politiche e Studi di Genere in Svezia a essere una regista femminista di film per adulti a Barcellona. Gli ultimi 15 anni della mia vita sono stati un viaggio fantastico! Un viaggio fantastico dal sentirmi sporca e in colpa guardando il porno al creare il tipo di cinema per adulti che io voglio guardare».

L’ultima edizione del TEDx di Vienna - la “brain spa” dove ci si immerge in nuove idee ed esperienze - è stata per lei l’occasione giusta per lanciare un’attenta riflessione sugli adult movies, sulla loro impostazione e sul loro messaggio univoco e fuorviante rispetto alla realtà delle relazioni sessuali. Sulla possibilità, soprattutto, di voltare pagina e puntare a una nuova idea di pornografia. «Il porno non è soltanto porno. Il porno è un discorso. Un discorso sulla sessualità, sulla mascolinità, sulla femminilità e sul ruolo che abbiamo. E mi sono resa conto che gli unici a partecipare al discorso pornografico sono gli uomini».

Ovunque oggi si discute del ruolo della donna, tranne che nell’industria pornografica, evidenzia la regista originaria del primo paese al mondo ad aver reso obbligatoria l’educazione sessuale nelle scuole.
«Abbiamo bisogno di donne in ruoli dirigenziali. Abbiamo bisogno di donne produttrici, registe, sceneggiatrici. Abbiamo bisogno di donne dietro la telecamera. Ho capito che l’associazione con la parola “porno” è qualcosa di basso, scadente, sporco. Ma io volevo diventare una regista non una pornografa, una regista che esplora la bellezza del sesso da una prospettiva diversa: una prospettiva femminile».

E c’è di più. Perché non tutti sanno che una ricerca su quattro su Google punta al pornografico.
«Siete consapevoli del fatto che gli adolescenti - i nostri figli - guardano il porno on line prima ancora di avere esperienze sessuali? Il porno è l’educazione sessuale odierna e sta influenzando la nostra sessualità. E qual è la fonte di ispirazione dei nostri ragazzini? Un porno scadente, sbagliato, maschilista. Ecco perché è arrivato il momento che il porno cambi».

I contenuti per adulti hanno sì il potere di eccitare, ma anche quello di educare e ispirare. Per questo è fondamentale riflettere sulla qualità e sul messaggio che trasmettono.
«Credo fermamente che il compito della nostra generazione sia quello di riconsiderare il concetto di pornografia. Non fraintendetemi : il sesso può continuare a essere “sporco”. Ma i valori devono essere puliti».


A new way for porn

Porn is a discourse. A discourse about sexuality, masculinity and femininity. A discourse that - because of the Net - is becoming  today sex education. This is why it's time for porn to change. At the latest edition of TEDx in Vienna, the film director Erika Lust breaks clichés, revolutionizes the vision of adult movies, relies on a new concept of pornography: more feminine and responsible


“Is sex dirty? Only when it's being done right!" If Woody Allen was a woman who had chosen to direct adult movies, his name would probably be Erika Lust. The liaison between the iconic American film-maker and the avant-garde Swedish director of adult movies is the mind, and their study is a genuine psychological view (not just physical) about human sexuality. But what does it mean, "doing the right sex"? Definitely, it means doing a passionate, uninhibited, funny, curious, healthy, sincere sex. In the way you live, and in the way it is shown. For Erika Lust telling about sex in an explicitly but authentic way, in a vigorous way but with a deep psychological reflection, is a real mission. «I went from being astudying Political Science and Gender Studies graduated in Sweden to a feminist adult films director in Barcelona. The last 15 years of my life have been an amazing trip. An amazing journey from feeling dirty and guilty for watching porn to create an adult cinema that I want to watch».

The latest edition of TEDx Vienna - the "brain spa" where you can immerse in new ideas and experiences - has given her the opportunity to launch a careful reflection on adult movies, their setting and their unique and misleading message with respect to the real sexual relationships. The opportunity, above all, to turn the page and point to a new idea of pornography. «Porn is not just porn. Porn is a discourse. A discourse about sexuality, masculinity, femininity and about the role we play. I realized that the only ones that who participate in the discourse of pornoghaphy are men. Men with little less intelligence».

Everywhere the role of women is under debate, except in the porn industry: this is what the film director - born in the first country in the world to make sex mandatory in schools - highlights. «We need women in leadership role. We need women as producers, as directors, as screeptwriters. We need women behind the camera. I understand the association with the word "porn" is low, dirt, smut, low culture. But I wanted to become a filmmaker not a pornographer, a filmmaker exploring the beauty of sex from a different perspective: from a female perspective».

And there's more. Because very few know that every four search requests, one is someone googling for porn. «Are you aware that teenagers - our children - are watching porn on line before they even have sex? Porn is stoday sex education today and is impacting on a gender education. And what is our children' source of inspiration? Bag, wrong, sciovinistic sex. This is why it's time for porn to change».

Adult content has of course the power to arouse, but they have also to educate and inspire. This is why it is extremely important to reflect on the quality and the message that is going to be broadcasted. «I realized that  our generation's responsibility is reconsider pornography. Don't get me wrong: sex can stay dirty. But the values have to be clean».