venerdì 6 marzo 2015

Porno, adesso si cambia

Il porno è un discorso. Un discorso sulla sessualità, sulla mascolinità, sulla femminilità. Un discorso che - complice la Rete – sta diventando l’educazione sessuale di oggi. Per questo è giunto il momento che il porno cambi. All’ultima edizione del TEDx di Vienna, la regista di film hard Erika Lust spezza luoghi comuni, rivoluziona la visione degli adult movies, punta su un nuovo concetto di pornografia: femminile e responsabile

(This article includes an English translation below)


Erika Lust durante il suo intervento al TEDx di Vienna
"Il sesso è una cosa sporca? Solo se fatto nel modo giusto". Se Woody Allen fosse stato una donna e avesse scelto di dirigere film per adulti, il suo nome sarebbe probabilmente stato Erika Lust.
Tra l'iconico cineasta statunitense e l'avanguardista regista svedese di adult movies la liaison è cerebrale, l’attenzione è per un’autentica visione psicologica (non solo fisica) della sessualità umana.
Ma cosa vuol dire, quindi “sesso fatto nel modo giusto”? Sicuramente un sesso appassionato, disinibito, divertente, curioso, sano, sincero. Nel modo in lo si vive e, soprattutto, nel modo in cui lo si rappresenta. Per Erika Lust raccontare il sesso in maniera esplicita ma autentica, vigorosa ma con una profonda riflessione psicologica, è ormai una mission.
«Sono passata dallo studiare Scienze Politiche e Studi di Genere in Svezia a essere una regista femminista di film per adulti a Barcellona. Gli ultimi 15 anni della mia vita sono stati un viaggio fantastico! Un viaggio fantastico dal sentirmi sporca e in colpa guardando il porno al creare il tipo di cinema per adulti che io voglio guardare».

L’ultima edizione del TEDx di Vienna - la “brain spa” dove ci si immerge in nuove idee ed esperienze - è stata per lei l’occasione giusta per lanciare un’attenta riflessione sugli adult movies, sulla loro impostazione e sul loro messaggio univoco e fuorviante rispetto alla realtà delle relazioni sessuali. Sulla possibilità, soprattutto, di voltare pagina e puntare a una nuova idea di pornografia. «Il porno non è soltanto porno. Il porno è un discorso. Un discorso sulla sessualità, sulla mascolinità, sulla femminilità e sul ruolo che abbiamo. E mi sono resa conto che gli unici a partecipare al discorso pornografico sono gli uomini».

Ovunque oggi si discute del ruolo della donna, tranne che nell’industria pornografica, evidenzia la regista originaria del primo paese al mondo ad aver reso obbligatoria l’educazione sessuale nelle scuole.
«Abbiamo bisogno di donne in ruoli dirigenziali. Abbiamo bisogno di donne produttrici, registe, sceneggiatrici. Abbiamo bisogno di donne dietro la telecamera. Ho capito che l’associazione con la parola “porno” è qualcosa di basso, scadente, sporco. Ma io volevo diventare una regista non una pornografa, una regista che esplora la bellezza del sesso da una prospettiva diversa: una prospettiva femminile».

E c’è di più. Perché non tutti sanno che una ricerca su quattro su Google punta al pornografico.
«Siete consapevoli del fatto che gli adolescenti - i nostri figli - guardano il porno on line prima ancora di avere esperienze sessuali? Il porno è l’educazione sessuale odierna e sta influenzando la nostra sessualità. E qual è la fonte di ispirazione dei nostri ragazzini? Un porno scadente, sbagliato, maschilista. Ecco perché è arrivato il momento che il porno cambi».

I contenuti per adulti hanno sì il potere di eccitare, ma anche quello di educare e ispirare. Per questo è fondamentale riflettere sulla qualità e sul messaggio che trasmettono.
«Credo fermamente che il compito della nostra generazione sia quello di riconsiderare il concetto di pornografia. Non fraintendetemi : il sesso può continuare a essere “sporco”. Ma i valori devono essere puliti».


A new way for porn

Porn is a discourse. A discourse about sexuality, masculinity and femininity. A discourse that - because of the Net - is becoming  today sex education. This is why it's time for porn to change. At the latest edition of TEDx in Vienna, the film director Erika Lust breaks clichés, revolutionizes the vision of adult movies, relies on a new concept of pornography: more feminine and responsible


Is sex dirty? Only when it's being done right!" If Woody Allen was a woman who had chosen to direct adult movies, his name would probably be Erika Lust. The liaison between the iconic American film-maker and the avant-garde Swedish director of adult movies is the mind, and their study is a genuine psychological view (not just physical) about human sexuality. But what does it mean, "doing the right sex"? Definitely, it means doing a passionate, uninhibited, funny, curious, healthy, sincere sex. In the way you live, and in the way it is shown. For Erika Lust telling about sex in an explicitly but authentic way, in a vigorous way but with a deep psychological reflection, is a real mission. «I went from being astudying Political Science and Gender Studies graduated in Sweden to a feminist adult films director in Barcelona. The last 15 years of my life have been an amazing trip. An amazing journey from feeling dirty and guilty for watching porn to create an adult cinema that I want to watch».

The latest edition of TEDx Vienna - the "brain spa" where you can immerse in new ideas and experiences - has given her the opportunity to launch a careful reflection on adult movies, their setting and their unique and misleading message with respect to the real sexual relationships. The opportunity, above all, to turn the page and point to a new idea of pornography. «Porn is not just porn. Porn is a discourse. A discourse about sexuality, masculinity, femininity and about the role we play. I realized that the only ones that who participate in the discourse of pornoghaphy are men. Men with little less intelligence».

Everywhere the role of women is under debate, except in the porn industry: this is what the film director - born in the first country in the world to make sex mandatory in schools - highlights. «We need women in leadership role. We need women as producers, as directors, as screeptwriters. We need women behind the camera. I understand the association with the word "porn" is low, dirt, smut, low culture. But I wanted to become a filmmaker not a pornographer, a filmmaker exploring the beauty of sex from a different perspective: from a female perspective».

And there's more. Because very few know that every four search requests, one is someone googling for porn. «Are you aware that teenagers - our children - are watching porn on line before they even have sex? Porn is stoday sex education today and is impacting on a gender education. And what is our children' source of inspiration? Bag, wrong, sciovinistic sex. This is why it's time for porn to change».

Adult content has of course the power to arouse, but they have also to educate and inspire. This is why it is extremely important to reflect on the quality and the message that is going to be broadcasted. «I realized that  our generation's responsibility is reconsider pornography. Don't get me wrong: sex can stay dirty. But the values have to be clean».


mercoledì 25 febbraio 2015

Italians do it better? Ecco cosa dice la Storia Erotica d'Italia

Gli amori, scandali, la vita privata dei nostri avi. Una scrittrice entra nelle camere da letto del passato e fa il punto sui comportamenti sessuali che caratterizzano gli Italiani e che hanno influito sul corso della nostra storia. Fino a determinare la nascita di miti celebri come quello del “latin lover”

(this article includes an English translation below)


Storia Erotica D'Italia, Cinzia Giorgio
Chi ha sempre creduto che le grandi decisioni della storia fossero state prese a tavolino, da un ristretto gruppo di uomini, in una presunta stanza dei bottoni, dovrà ricredersi. Perché i destini di persone, città, a volte di intere nazioni, non sono sempre dipesi dalle scelte strategiche di grandi capi e condottieri, ma anche dai loro comportamenti sessuali, dall’influenza delle loro amanti, dalle decisioni scaturite nelle alcove più bollenti. E se le donne, per secoli, hanno socialmente subìto la loro condizione di inferiorità, nel corso della storia hanno anche saputo riscattarsi dall’ombra entrando nei letti delle personalità più illustri e fungendo in molti casi da best influencer, nel bene e nel male, sulle scelte epocali e sul corso degli eventi. Dietro un grande uomo, c’è spesso stata una grande amante. E l’Italia ne è la dimostrazione.

A raccontarlo, con acume e dovizia di particolari, è Cinzia Giorgio, Docente di Storia delle Donne e Storia dell’Arte, scrittrice e autrice del saggio Storia Erotica d’Italia (Newton Compton, 9,90 euro), un excursus storico sugli amori, gli scandali, il sesso, la vita privata dei nostri avi, che a partire dalla libertina Pompei, attraversa i fasti dell’impero romano, il medioevo boccaccesco, il Rinascimento e la lussuria dei Borgia, le imprese di Casanova, gli amori di Mussolini e D’Annunzio, giungendo fino alla cronaca dei nostri giorni, con il video shock che ha coinvolto Piero Marrazzo e gli eccessi di Silvio Berlusconi culminati nel Rubygate.
Un vero e proprio viaggio nei letti più caldi della storia d’Italia che testimonia anche la nascita di quell’amante latino, alla maniera di Casanova e di Rodolfo Valentino, per cui gli uomini italiani sono celebri in tutto il mondo. «Non esisteva in Italia di un saggio sulla nostra storia patria “tra le lenzuola”», evidenzia l’autrice. «C’erano diverse antologie di letteratura erotica ma mancava una storia generale che partisse dagli Etruschi e arrivasse fino ai giorni nostri».

Ma la storia d'Italia è più "erotica" e scandalosa rispetto ad altri Paesi?
«Non direi, siamo nella media. Anche se devo dire che gli uomini e le donne dei paesi mediterranei hanno una propensione più accentuata a farsi coinvolgere dalla vita privata. Non è sempre così, ovvio. Tutti ricordiamo lo scandalo “Profumo” in Inghilterra e l’impeachment di Clinton negli Stati Uniti. Devo dire che in Italia ho notato una certa continuità: dagli Etruschi al Rubygate sembra che nel nostro Paese alcune tradizioni private siano rimaste immutate nonostante il passare dei secoli».

Qual è stato l'argomento più difficile da trattare?
«Direi la storia italiana degli ultimi cinquant’anni. Il materiale che avevo a disposizione era infinito, ma non era quello a spaventarmi quanto piuttosto le contraddizioni tra una fonte e l’altra».

Come sono cambiati "eroticamente" nel tempo gli italiani?
«Eroticamente parlando, ho notato appunto una certa continuità nei costumi e nelle abitudini degli italiani. Anche la questione della libertà sessuale femminile, in realtà ha avuto alti e bassi che si sono alternati con una certa regolarità. Forse l’unico vero cambiamento è in atto ora: le donne italiane sono diventate molto esigenti, secondo alcuni perché sono abituate al meglio, secondo altri perché si sono emancipate ora più che in altre epoche. È difficile stabilirlo adesso, saranno i posteri a giudicare».

In cosa, invece, sono rimasti sempre uguali?
«In quasi tutto. Per gli italiani il sesso è sempre stato importante e, in fasi alterne, giocoso e peccaminoso».

Il mito del latin lover ha radici ben precise nel passato italiano?
«Sì, a mio avviso il nostro primo latin lover è stato Caio Giulio Cesare, i cui detrattori dicevano essere “il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti” dal momento che aveva un’intensa vita sessuale. Le sue amanti spesso erano le mogli dei suoi nemici, mentre si diceva che il re Nicomede di Bitinia fosse stato il suo amante. Insomma, sembra che Cesare non si sia fatto mancare nulla».

Qual è stata la relazione che più ha influito sulla storia del Paese?
«Ce ne sono state tante. Forse dovrei citare la contessa di Castiglione che si è “immolata” - senza troppo sacrificio, pare – per la causa dell’unità d’Italia andando a letto con l’imperatore francese Napoleone III».

Le figure femminili più determinanti in questo senso?
«Tantissime. A partire dalla meravigliosa Giulia, la figlia di Augusto, per arrivare all’altrettanto importante e bella Matilde di Canossa. Da Teresa Guiccioli, alla già citata contessa di Castiglione per finire con le donne che hanno combattuto per l’affermazione dei nostri diritti anche nella sfera più privata».

La storia d'Italia sarebbe stata probabilmente diversa se...
«Se il figlio di Cesare e Cleopatra fosse sopravvissuto, se Boccaccio non avesse amato così tanto le donne da dedicare loro un capolavoro, se Matilde di Canossa avesse avuto un marito non impotente, se la monaca di Monza fosse stata casta e se Casanova avesse avuto meno amanti. Insomma, noi italiani siamo quello che siamo anche per la nostra storia tra le lenzuola. E ricordiamoci che all’estero gira la voce “Italians do it better”…».



Italians do it better? Here is an Erotic history of Italy

Lovestories, scandals, private lives. A writer enters our ancestors’ bedrooms and explores how italian people sexual behaviors have influenced the course of Italian history. Up to the birth of famous myths such as the renowned "Latin lover"


Who has always believed that the great decisions of our history had been taken at a roundtable, by a small group of men, in a sort of "control room", should think again. Because the destinies of people, cities, sometimes of entire nations, are not always depended on the strategic choices of great chiefs and leaders, but often by their sexual behaviors, by the influence of their lovers and by decisions taken in their spicy alcoves! And if women, for centuries, have suffered their socially inferior status, throughout history they have also been able to redeem themselves from the shadows attending the beds of the most illustrious men and acting in many cases as best influencer, for better or for worse, upon topical choices and events. Behind every great man, there often was a great lover. And Italy is the proof.

To explain us, with insight and details, is Cinzia Giorgio, PhD in Comparative Literature and Women Studies, author of the essay Erotic History of Italy (Newton Compton, 9.90 euro), a historical overview on lovestories, scandals, sex, private life of our ancestors, that from the libertine Pompeii goes through the splendor of the Roman Empire, the Middle Ages, Boccaccio, the Renaissance and the lust of the Borgias, Casanova's enterprises, Mussolini and D'Annunzio's lovestories, leading up to the chronicle of our time, with the shocking video that involved Piero Marrazzo and Silvio Berlusconi sexual excesses, culminated in Rubygate.

A real "journey into the beds" of the hottest Italian history, also testifying the birth of that Latin Lover myths, in the manner of Casanova and Rodolfo Valentino, for which Italian men are famous worldwide. «We had not an essay about our country's history "between the sheets "», the author explains. «There were several anthologies of erotic literature but lacked a general history starting from the Etruscans up to the the present day».

Is Italian history more "erotic" and outrageous compared to other countries?
«I would not say that, we are average. Although I must say that men and women of the Mediterranean countries have a more pronounced tendency to get involved in private life. It is not always like this, of course, we all remember the Profumo affair in England and Clinton impeachment in the United States. In Italy, I have noticed a certain continuity: from the Etruscans to Rubygate it seems that in our country some private traditions have always remained unchanged, as centuries went by».

Which was the most difficult argument to treat?
«The Italian history of the last fifty years. The material I had available was endless! I was not scared of that, but rather of the contradictions between the sources».

How have Italians changed over time, from a sexual point of view?
«I just noticed a certain continuity in their sexual customs and habits. The issue of female sexual freedom actually has had ups and downs. Perhaps, the only real change is taking place just now: Italian women have become very demanding, some say because they are accustomed to the best, according to others because they are more emancipated now than in other times. It is hard to say now, posterity will judge».

What, however, remained the same?
«Almost everything. For Italians sex has always been important and, in different moments, playful and sinful».

Does the myth of the Latin lover has roots in the Italian past?
«Yes, I think our first Latin lover was Caius Julius Caesar, whose detractors said to be "the husband of all wives and the wife of all husbands" since he had an intense sexual life. Her lovers were often his enemies' wives, and it was said that King Nicomedes of Bithynia had been his lover. In short, it seems that Caesar didn’t miss anything».

What was the relationship that has most influenced the history of the country?
«Maybe I should mention the Countess of Castiglione who was "immolated" - without too much sacrifice, it seems - for the Italian unification by sleeping with the French emperor Napoleon III».

The female figures more decisive?
«Lots. From the wonderful Julia, the daughter of Augustus, to the equally important and beautiful Matilda of Canossa. From Teresa Guiccioli to the same Countess of Castiglione, ending with all the women who fought for the affirmation of our rights, even in the private sphere».

The history of Italy would probably had been different if ...
«If the son of Caesar and Cleopatra had survived, if Boccaccio had not loved so much women to devote them their masterpiece, if Matilda of Canossa’s husband would not had suffer from male impotence, if the nun of Monza had been chaste and if Casanova had had less lovers. In short, Italians are what they are because of their history between the sheets! And remember that abroad some say "Italians do it better"...».


mercoledì 11 febbraio 2015

Gli italiani scoprono i sex toys

Un nuovo sondaggio condotto da Lelo fotografa i cambiamenti delle abitudini sessuali in 30 Paesi. In Italia cresce la soddisfazione sotto le lenzuola e anche la familiarità con gli accessori erotici: non sono più un tabù. Ma al Sud c’è ancora diffidenza…


 

Photo: Courtesy of Lelo
 Gli esperti ne sono sicuri: il 2015 sarà l’anno della svolta. Dopo anni e anni di battaglie, censure, estremismi e silenzi cadranno anche gli ultimi tabù sul fronte della comunicazione sessuale. Con più disinvoltura ci scambieremo fantasie, disagi, desideri, sapremo basare le relazioni su una maggiore confidenza sessuale, impareremo a sviluppare il nostro potenziale erotico, senza timore di essere giudicati. Risultato: migliorerà il nostro livello di benessere sessuale, grazie proprio a una maggiore capacità di comunicare apertamente con il partner.

Non per nulla, negli ultimi 5 anni si è assistito a un significativo cambiamento nel mondo della sessualità. Come rivela Lelo, azienda svedese leader nella produzione di sex toys, impegnata nella realizzazione di un sondaggio annuale che fotografa i comportamenti sessuali in 30 paesi, e che ha visto la partecipazione di circa 50.000 persone (per partecipare all’edizione 2015 del survey basta accedere qui: http://it.lelo.com/survey ).

L’ultimo in ordine di tempo, relativo al 2014, descrive un’Italia in fase di trasformazione, con percentuali che si avvicinano a quelle del resto del mondo, seppur con ancora qualche gap nelle regioni meridionali.
A livello complessivo, l’83% delle donne intervistate afferma di sentirsi libera di comunicare al partner le proprie preferenze a letto, un dato che registra un considerevole aumento rispetto al 63% del 2009. In Italia, la percentuale si assesta sul 74%.

Rispetto al 38% del 2011, il 74% dei partecipanti attuali si dichiara inoltre aperto all’eventualità di possedere un sex toy. In questo caso specifico, l’Italia rivela però delle differenze significative tra Nord e Sud: nelle regioni settentrionali  il 71% degli intervistati si dimostra disponibile all’idea di possedere o acquistare un sex toys, mentre in quelle meridionali solo il 58%. La media nazionale si attesta quindi sul 65%.
Nel 2014, però, quasi il 50% degli intervistati si sentirebbe a proprio agio nel regalare un sex toy a un familiare, rispetto al solo 7% del 2011.

Sul fronte della soddisfazione  a letto gli Italiani offrono inoltre un quadro ben più positivo rispetto al passato: l’81% dei partecipanti si definisce sessualmente soddisfatto rispetto a meno del 70% nel 2013.
Anche in questo caso, emerge qualche differenza significative tra Nord e Sud: nelle regioni settentrionali gli italiani fanno meno sesso, ma ne parlano con più disinvoltura, mentre in quelle meridionali sono più passionali ma si parla meno o con più imbarazzo.

«I tabù stanno quasi definitivamente scomparendo», è il commento di Steve Thomson, responsabile del Global Marketing di Lelo, sui dati generali del survey. «La trilogia delle Sfumature ha esposto i lettori a una sottocultura vibrante di accesa sensualità, incline a realizzare i desideri più reconditi. Ma il 2015 sarà l’anno che scoperchierà la scatola dei tabù».

mercoledì 28 gennaio 2015

Quando il porno è un'arte (divina)

Si chiama Pornsaints la web community con “un approccio artistico al porno, un approccio pornografico all’arte, un approccio pornoartistico alla religione”. Un collettivo di pittori, digital artist, video maker che lavorano insieme ad attrici del cinema hard con un obiettivo comune: esplorare uno degli aspetti più invasivi della società contemporanea. Con un risvolto artistico-spirituale che invita a riflettere…

 

Tutto può essere oggetto d’arte. Indipendentemente da ciò che rappresenta nella quotidianità, nel preciso momento in cui si sceglie di farne “qualcosa di artistico”, un soggetto, un’idea, una condizione smette di essere ciò che è per diventare qualcosa di diverso: aspirazione, ispirazione, messaggio.
Non può esservi giudizio e ben che meno pregiudizio nell’arte: entrare in questo “spazio”, dove regna libertà di pensiero, significa varcare la soglia di un’altra dimensione. Qui, a dettare i parametri sono gli input che derivano dai cinque sensi. Più uno: l’immaginazione.

Marie McCray by Francesco D'Isa
Nel suo piccolo saggio Lo spirituale nell’arte, già Wassily Kandisnky spiegava che «L’artista deve essere cieco alle forme “note” o “meno note”, sordo alle teorie e ai desideri della sua epoca. Deve fissare gli occhi sulla sua vita interiore, tendere l’orecchio alla necessità interiore».
Nella sua espressione più autentica, l’arte è quindi alimentata dalla realtà e dai suoi elementi, ma ne estrapola il potenziale inespresso, le contraddizioni, i misteri, le ricchezze. Diventa, in pratica, un detonatore di emozioni e percezioni che spingono oltre il pensiero. E c’è di più: nelle sue rappresentazioni più “alte”, l’arte si eleva a luogo di connessione tra l’umano e il divino, a trait d’union tra realtà e trascendenza.
Uscire allora dagli schemi del proprio tempo, liberarsi dalle convenzioni, diventare outsider capaci di leggere “fra le righe” della realtà.  E interpretarla, comunicarla attraverso un particolare linguaggio, uno stile personale.
Questo è Pornsaints (www.pornsaints.org), collettivo di artisti che coniuga espressione artistica e pornografia. Ne fanno parte personaggi di tutto il mondo che lavorano con le più diverse tecniche, dal video all’arte digitale, alla pittura a olio. Un gruppo che vive anche al di fuori del web, partecipando a mostre ed eventi worldwide - da Firenze a Berlino, da Londra a San Francisco - una web community che rappresenta il primo vero portale di porn-art. 

«La pornografia è uno degli aspetti più importanti e invasivi della società contemporanea, eppure nessuno ne parla, se non all'interno di un monotono dibattito pro/contro. Solo di recente, per esempio, è nata una rivista di studi accademici sul tema. Una cosa così importante, l'arte non può certo ignorarla», evidenzia Francesco D’Isa, artista, scrittore, critico d’arte e fondatore del collettivo.
Kerry Louise by Glenn Arthur
Laureato in Filosofia a Firenze, pioniere in Italia nel campo dell’arte digitale, fondatore della rivista “Mostro”, D’Isa ha pubblicato vari romanzi (il più recente, da poco uscito, è Anna, storia di un palindromo, edito da Effequ) e per Pornsaints organizza mostre d’arte ed eventi in gallerie d’arte internazionali e festival erotici in tutto il mondo. L’idea di una web community che unisca artisti e porno star è stata sua.
«Anni fa, Gregorio Magini, scrittore (La famiglia di pietra, Round Robin 2010) e mio carissimo amico, mi disse qualcosa come “disegni sempre donne nude, perché non lavori con le porno star?”. Da lì il passo alla fondazione di Pornsaints (www.pornsaints.org) è stato relativamente breve. Come prima cosa scrissi un saggio/divertissement sul tema “pornografia e trascendenza”, che vi invito a leggere se davvero siete interessati a sapere cosa hanno in comune le due cose. L’idea di Pornsaints è piaciuta molto, ci ho lavorato sopra ed ho esteso il progetto ad altri artisti. Oggi il gruppo riscuote un buon successo internazionale, abbiamo esposto in Europa ed USA sia in gallerie d’arte che nell’ambito di festival pornografici», racconta il fondatore.

Muse ispiratrici degli artisti del collettivo sono proprio le star del porno. «Ad ogni artista ne viene affidata una e poi lavorano "assieme"».
Gli artisti, invece «sono stati coinvolti direttamente attraverso mie ricerche e conoscenze nel mondo dell'arte contemporanea.  Molti di loro sono anche diventati amici delle porno star ritratte e questo mi ha fatto molto piacere. Uno di loro è anche un porno attore lui stesso, e ha ritratto la sua ragazza».
Tra gli estimatori del progetto vi sono artisti, attori porno, e chiunque non abbia pregiudizi concettuali. Eppure questo genere di espressione artistica non sempre è stata accolta positivamente. «In certi casi, è stata oggetto di censura o condanna da parte di vari elementi più tradizionalisti e conservatori».  
Ariel X by B-9
Facendo leva su un forte dualismo tra corpo e spirito, sacro e profano, carnalità e trascendenza, alla base della fondazione di Pornsaints c’è infatti un concept particolarmente audace: quello della possibilità di “santificazione” attraverso le porno-performance.
«È una mia estremizzazione e semplificazione concettuale, ma sì», precisa D’Isa. «Cito dal breve saggio: Anche la pornosanta abita la casa dei santi, ma vi è giunta percorrendo una via diversa ed è entrata bussando ad un' altra porta. Se il santo, in un certo senso, ha raggiunto l'assoluto arrampicandosi su Dio (qualunque Dio), la pornosanta ha raggiunto l' assoluto scavalcando l'uomo. La sua strada non passa attraverso la rinuncia al mondo dell' uomo in favore del divino, ma attraverso la massima e contemporanea partecipazione a caratteri opposti del mondo umano. Abbiamo visto come una pornostar faccia del sesso e delle sue infinite varianti una professione, trasformando una pulsione generale dell' uomo in un mestiere. Essa cede a tal punto alla propria umanità (in questo caso al desiderio sessuale) da poterla trattare con distacco; da qui la sintesi di opposti di cui è rappresentazione vivente. Un attore recita vari caratteri dell'essere umano senza mai esserli realmente. In questo consiste la sua catarsi, nell'essere e non essere contemporaneamente un avaro, un assassino, un innamorato ecc., un porno attore non recita la parte di uno o più individui, ma di chiunque. Recitando il sesso, egli recita l' uomo nei sui istinti più primordiali e generici; laddove l' attore si spoglia delle proprie determinazioni sociali e personali per indossarne altre - liberandosi, l'attore hard si spoglia delle proprie determinazioni umane per indossare determinazioni umane in generale. Interpretando chiunque, si libera da chiunque». 

January Seraph by Joshua Burbank

Il  collettivo organizza e partecipa anche a eventi e show internazionali, ma nonostante la curiosità che probabilmente vi ha suscitato non li vedrete prossimamente e dovrete accontentarvi di dare una sbirciatina al sito. «Al momento sono troppo impegnato su altri fronti e non ho in programma nuove mostre», precisa D'Isa. «Sto ultimando un nuovo romanzo. E sarà proprio sul tema della pornografia».


The Sexplorer (All rights reserved)